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giovedì 1 Ottobre 2026

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Salute

Cassazione: produttori cellulari devono informare sui rischi delle onde elettromagnetiche

Cassazione obbliga produttori a informare su rischi delle onde elettromagnetiche, senza stabilire correlazione diretta con danni.

La Suprema Corte ha stabilito che i produttori di cellulari devono informare chiaramente gli utenti sui possibili rischi legati all’esposizione alle onde elettromagnetiche, anche se non esiste una correlazione diretta tra l’uso del telefono e danni fisici. La decisione, emessa con la sentenza n. 24015/2026, riguarda un caso in cui una donna ha intentato un contenzioso contro Apple Distribution International, accusandola di non averle fornito informazioni adeguate sulle precauzioni da adottare per ridurre l’esposizione alle radiofrequenze. La donna, che ha usato intensamente il telefono, spesso vicino alla testa, anche in presenza di figli minorenni, sostiene che, se fosse stata informata in modo chiaro, avrebbe modificato le proprie abitudini di utilizzo.

Informazione chiara obbligatoria per i produttori

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado e ha rinviato la causa alla Corte d’Appello di Bologna, che dovrà emettere una nuova decisione. La Suprema Corte ha riconosciuto che il rispetto degli standard tecnici, come il livello di SAR (Specific Absorption Rate) e la marcatura CE, non basta a escludere la responsabilità dei produttori. I produttori devono, quindi, mettere in guardia i consumatori sui potenziali rischi legati all’uso del dispositivo, anche se non esistono prove evidenti di tossicità espositiva. La sentenza non ha stabilito una correlazione diretta tra esposizione e danni, ma ha riconosciuto l’importanza di informare i consumatori per permettergli di decidere autonomamente come usare il cellulare.

Il caso è nato da un ricorso presentato da una donna contro Apple, che ha sostenuto di non aver ricevuto informazioni adeguate sulle precauzioni da adottare per ridurre l’esposizione alle radiofrequenze. Il Tribunale di Bologna e la Corte d’Appello avevano rigettato le pretese della consumatrice, ma la Cassazione ha annullato quelle decisioni e ha rinvio alla Corte d’Appello di Bologna, in una diversa composizione, per una nuova valutazione. La sentenza non ha stabilito che le onde elettromagnetiche siano nocive, ma ha riconosciuto che i produttori devono informare i consumatori sui possibili rischi.

Un dibattito aperto ma senza certezze

La sentenza ha riaperto il dibattito sulle possibili conseguenze delle onde elettromagnetiche, ma non ha fornito una risposta definitiva su come queste possano influire sulla salute umana. La donna ha sottolineato che, se fosse stata informata in modo chiaro, avrebbe adottato misure preventive, come telefonate più brevi, uso degli auricolari o mantenere una distanza dal corpo durante la notte. Tuttavia, non esistono prove scientifiche che dimostrino una relazione diretta tra l’esposizione alle onde elettromagnetiche e effetti nocivi sulla salute. La Corte ha riconosciuto l’importanza di informare i consumatori, ma non ha stabilito che l’esposizione possa causare danni.

La decisione della Corte di Cassazione rappresenta un passo verso una maggiore trasparenza da parte dei produttori di dispositivi elettronici. Sebbene non esistano prove definitive di danni causati dall’esposizione alle onde elettromagnetiche, la sentenza ha riconosciuto che i consumatori devono essere messi in guardia per poter prendere decisioni informate. La responsabilità dei produttori non è esclusa dal rispetto degli standard tecnici, ma deve includere l’informazione chiara e completa sui possibili rischi. La sentenza ha aperto la strada a possibili risarcimenti, ma non ha stabilito una correlazione diretta tra esposizione e danni.

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