La dottoressa Piera Bonato, specializzata in geriatria a Padova, è stata condannata a risarcire l’Usl 2 42.278,59 euro per aver eseguito visite mediche in autoscuola senza il consenso necessario, in violazione delle regole di esclusività. L’Usl 2 ha confermato che la dottoressa è ancora sospesa dagli incarichi di direzione del distretto socio-sanitario di Pieve di Soligo, a Conegliano, a seguito di indagini della Guardia di finanza che avevano accertato attività non autorizzate. La sentenza, emessa dalla Corte dei conti del Veneto, è probabilmente destinata a essere impugnata dai legali del medico.
Violazioni di esclusività e mancato rispetto delle norme
La dottoressa Bonato, già direttrice titolare del distretto socio-sanitario di Treviso Nord dell’Usl Marca Trevigiana, è stata accusata di aver svolto prestazioni professionali in orario di servizio, nonostante avesse scelto il regime di esclusività con l’Usl 2. Le Fiamme gialle di Conegliano avevano verificato i conti e le ricevute emesse da Bonato, in particolare quelle relative a visite mediche per il rilascio o il rinnovo delle patenti eseguite in autoscuole. Secondo la Corte dei conti, questa pratica ha generato mancate entrate per 36.830 euro, a causa dell’omesso riversamento dei compensi professionali illecitamente percepiti nei periodi di esclusività.
Le indagini hanno portato a contestazioni precise e quantificazioni dei danni. La dottoressa è stata inoltre contestata per aver svolto prestazioni professionali per nove giorni in cui risultava in congedo per malattia, causando un danno quantificato in 1.571 euro. La Corte dei conti ha stabilito un danno da violazione dell’obbligo di esclusività di 21.835,25 euro, oltre a un danno patrimoniale da disservizio di 3.853 euro, per attività professionale privata svolta in orario di servizio.
Un danno di immagine e un risarcimento totale
Un ulteriore danno di immagine, quantificato in 20mila euro, è stato attribuito all’azienda sanitaria. La Corte dei conti ha quindi condannato la dottoressa Bonato al risarcimento del danno erariale in favore dell’Usl 2, per un totale di 42.278,59 euro. La sentenza, emessa dopo un’interrogazione dei consiglieri regionali di “Resistere Veneto”, Riccardo Szumski e Davide Lovat, che avevano chiesto maggiore trasparenza e rispetto delle regole nel sistema sanitario regionale, è probabilmente destinata a essere impugnata dai legali del medico. La vicenda mette in discussione la professionalità e la trasparenza del sistema sanitario. La dottoressa Bonato, pur essendo sospesa dagli incarichi, ha continuato a svolgere attività in modo non conforme, mettendo in discussione la sua professionalità e la sua integrità. La Corte dei conti ha ritenuto necessario quantificare i danni economici e reputazionali derivanti da tali comportamenti, con un importo totale di 42.278,59 euro.



