Il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha sottolineato durante un incontro all’Università Pontificia Comillas di Madrid che l’enciclica Magnifica humanitas invita a contemplare l’umanità come “magnifica”, nonostante le sue fragilità e capacità di malvagità. L’enciclica, che affronta il tema dell’Intelligenza Artificiale, ha suscitato dibattito su come il progresso tecnologico possa influenzare la dignità umana e il rapporto con il divino.
La tecnologia e il rischio di sostituzione dell’umanità
Secondo il cardinale, i progressi nell’Intelligenza Artificiale hanno dato nuova forza a forme di postumanesimo che propongono persino la sostituzione dell’umanità. “I dispositivi e le risorse tecnologiche danno all’individuo una gioia iniziale, e poco dopo ritorna il vuoto, con la sensazione che manchi qualcosa”, ha osservato Fernández. L’enciclica, tuttavia, non nega il valore dell’umano, ma invita a una complementarità tra tecnologia e dignità umana.
Un’umanità “magnifica” nonostante le sue ferite
Il cardinale ha sottolineato che l’enciclica riconosce la capacità di malvagità che è in noi, ma anche la capacità di reazione e di manifestare la “magnificenza” dell’umanità. “Sono fatti che ci fanno sentire orgogliosi di essere umani, perché mostrano che questa miserabile umanità è comunque capace di reagire e, in alcune occasioni, si manifesta veramente ‘magnifica’”, ha affermato. L’enciclica, quindi, non ignora le ferite dell’umanità, ma le riconosce come parte del cammino verso la dignità. Il cardinale ha anche sottolineato che l’enciclica propone un panorama di complementarità, in cui la tecnologia non sostituisce l’umano, ma lo accompagna. “Abbiamo bisogno di avanzare verso un panorama di complementarità che in nessun modo pretende di negare il valore dell’umano”, ha detto Fernández, ricordando che l’umanità è anteriore a qualsiasi tecnologia e deve essere al centro del servizio alla dignità e al bene comune.
La questione del potere e la guerra giusta
Nel discorso, il cardinale ha anche affrontato la questione del potere, sottolineando come i progressi tecnologici possano concentrarsi in mani poche, aumentando la disuguaglianza. “Ci sono settori della popolazione, con maggiore accesso ai progressi, che acquisiscono una potenza impressionante. E la domanda è chi potrà porre dei limiti a quel potere”, ha detto. L’enciclica, inoltre, invita al “superamento della teoria della guerra giusta”, limitando la difesa legittima a un senso più stretto e evitando le guerre preventive con danni collaterali. Il cardinale ha concluso il suo intervento citando il documento Quo vadis, Humanitas? della Commissione Teologica Internazionale, che ha sottolineato l’inarrestabile sviluppo tecnologico e la sua tendenza a favorire i più potenti, sfidando a guardare ai più poveri. L’enciclica, quindi, rappresenta un tentativo di dialogo della Chiesa con la società e la cultura, attingendo al Vangelo e alla grazia come possibilità di elevazione spirituale.



