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Lombardia approva legge sull’intelligenza artificiale: primo passo verso un quadro etico e strategico

Lombardia approva legge sull’intelligenza artificiale, primo passo verso un quadro etico e strategico

La Lombardia ha approvato a maggioranza in commissione il testo di una legge che introduce un quadro normativo per l’intelligenza artificiale, sostituendo la norma del 2016 su ricerca e innovazione. L’approvazione, avvenuta il 30 settembre 2026, segna il primo passo verso un impianto strategico che mira a promuovere l’uso responsabile e sostenibile delle tecnologie digitali. La legge, proposta dal presidente Attilio Fontana e dall’assessore Alessandro Fermi, prevede la creazione di un comitato scientifico, un tavolo permanente e una Carta etica per l’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di colmare il divario digitale tra grandi aziende e piccole imprese.

Strumenti per governare l’intelligenza artificiale

La legge introduce una serie di strumenti per gestire l’intelligenza artificiale in modo etico e responsabile. Tra questi, un comitato scientifico composto da cinque esperti scelti con una procedura pubblica, che avrà un mandato di tre anni. Inoltre, un tavolo permanente riunirà rappresentanti di università, imprese, sindacati e enti locali, con l’obiettivo di monitorare l’uso delle tecnologie e promuovere l’innovazione. La Carta regionale per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale dovrà tracciare un perimetro etico, coinvolgendo soggetti pubblici e privati, ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di garantire l’uso responsabile nel rispetto dei diritti fondamentali.

La legge si basa su un programma strategico triennale, approvato dal Consiglio regionale, che indica dove investire per la ricerca e l’innovazione. Tra i settori prioritari, infrastrutture di ricerca, laboratori misti tra università e imprese, rientro dei ricercatori dall’estero, sostegno alle start up, brevetti, dati pubblici e intelligenza artificiale. La relazione tecnico-finanziaria indica che le risorse sono già stanziate nel bilancio regionale: 150mila euro l’anno per il comitato scientifico, 1 milione e 50mila euro per la Giornata della ricerca e i premi nel 2026, e 1 milione l’anno per la Piattaforma digitale per l’innovazione, con un mix di spesa corrente e investimenti.

Un impianto che mira a sostenibilità e inclusione

La Piattaforma digitale per l’innovazione è pensata per facilitare il contatto tra domanda e offerta, mentre la Giornata della ricerca, fissata per legge all’8 novembre, celebra il ricordo dell’oncologo Umberto Veronesi con premi a ricercatori, studenti e imprese. L’obiettivo è promuovere l’uso dell’intelligenza artificiale in modo sostenibile e responsabile, con un focus su piccole imprese e pubbliche amministrazioni locali, che oggi si trovano ai margini della trasformazione tecnologica. Il relatore Andrea Sala ha sottolineato che l’obiettivo della legge è promuovere e monitorare l’uso dell’intelligenza artificiale sul territorio, colmando il divario digitale che oggi vede le grandi aziende già proiettate nel futuro e le piccole imprese e le pubbliche amministrazioni locali ai margini della trasformazione tecnologica. La legge mira a creare un quadro normativo che garantisca l’uso responsabile delle tecnologie digitali.

Nonostante l’approvazione a maggioranza, la legge ha suscitato alcune critiche, soprattutto da parte del Movimento 5 Stelle. La consigliera Paola Pizzighini ha sottolineato che il testo non contiene azioni concrete e rischia di finanziare più la macchina amministrativa che la ricerca. Il M5s aveva proposto di destinare le risorse a giovani ricercatori, ricerca di base e start up, e ha sollevato preoccupazioni per la mancanza di tutele vincolanti contro i rischi degli algoritmi, come la sorveglianza digitale e la dequalificazione professionale.

Nonostante le critiche, la legge rappresenta un primo passo significativo per la Lombardia nel settore dell’intelligenza artificiale. Con l’approvazione in commissione, il testo passerà all’esame dell’aula e potrebbe diventare un modello per altre regioni. La legge, inoltre, è accompagnata da una petizione che chiede di valutare dove e a quali condizioni l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata in modo responsabile e sostenibile.

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