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giovedì 1 Ottobre 2026

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Economia

Oro, tensioni e mercati: il distretto aretino cerca nuove vie

Il settore orofilo italiano affronta una crisi con dati in calo e tensioni geopolitiche.

Il distretto aretino, noto per la sua tradizione nella produzione di gioielli in oro, si trova a fronteggiare una situazione complessa, segnata da una riduzione dei volumi di produzione e di vendita, nonostante i prezzi del metallo prezioso siano rimasti elevati. La crisi, che colpisce soprattutto il settore italiano, si fa sentire con dati in calo e una domanda internazionale in declino, mentre le imprese cercano nuove strategie per rimanere competitive.

Un mercato in transizione

La normalizzazione dei flussi commerciali verso mercati come la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti ha ridotto la pressione su Arezzo, ma non ha risolto le problematiche interne. Secondo un’indagine di Intesa Sanpaolo e Federorafi, il giro d’affari del settore è sceso del 17%, mentre i prodotti lavorati hanno visto una riduzione del 22%. Questi numeri riflettono una fase di transizione, in cui il mercato dell’oro si adatta a nuove dinamiche, ma senza trovare un equilibrio stabile.

La produzione italiana ha visto una contrazione del 13,8% nel 2025, con un ulteriore calo del 22% nei primi sei mesi del 2026. Nei primi cinque mesi del 2026, le esportazioni di gioielli in oro hanno registrato un calo del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche considerando le quantità. Tuttavia, escludendo la Turchia, l’export italiano mostra una crescita del 15%, sostenuta da mercati strategici come Stati Uniti, Svizzera e Francia.

Prezzi in crescita, domanda in calo

Nonostante il prezzo dell’oro abbia raggiunto un massimo storico nel gennaio 2026, intorno ai 5600 dollari l’oncia, la domanda internazionale si è ridotta. Le quotazioni, pur rimaste elevate, hanno perso terreno nel corso del 2026, ma mantengono un livello che esercita una forte pressione sui costi di approvvigionamento delle imprese. Secondo le previsioni di Intesa Sanpaolo, il metallo potrebbe stabilizzarsi intorno a 4200 dollari l’oncia nel medio termine, con un picco previsto per il 2027. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che i prezzi dell’oro non riescono a compensare la riduzione della domanda. Il distretto aretino, abituato a misurarsi quotidianamente con i mercati internazionali, si trova a fronteggiare una sfida senza precedenti: difendere i volumi, allargare la platea dei clienti e trovare nuovi spazi mentre il mercato dell’oro cerca un nuovo equilibrio.

La crisi non è solo un problema di domanda, ma anche di equilibrio tra costi e ricavi. I dati indicano una situazione in cui i profitti si riducono, mentre i salari si mantengono stabili, creando una tensione interna. Gli imprenditori del settore fanno pressing per trovare soluzioni, ma la strada è lunga e le risposte non sono ancora chiare. Il distretto aretino, pur in difficoltà, rimane un pilastro del settore orofilo italiano, pronto a cercare nuove vie per sopravvivere e crescere.

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