Paola Turci ha rivelato che il suo nuovo album, “Amore a dismisura”, è nato da domande, non da risposte. Ci sono voluti sette anni per accogliere il ritorno discografico dell’artista romana, un lavoro che esplora le complessità dell’amore, la sua dismisura e le sue conseguenze. L’album, in uscita il 2 ottobre per Bmg, è stato anticipato dal singolo “Vita mia”, e si distingue per un approccio concettuale e una profonda riflessione su temi universali.
Un’esperienza personale e sociale
Il lavoro, nato in poco tempo alla fine del 2024, è stato influenzato da un periodo di transizione nella vita di Paola Turci. In concomitanza con la fine burrascosa del suo matrimonio con Francesca Pascale, l’artista ha ritrovato la Casa delle donne, un posto sacro per lei, e ha trovato una comunità e amici. “Ero tornata dopo anni a Roma, nella mia città. Facevo fatica a ritrovarmi”, ha spiegato. Le storie che emergono dall’album sono frutto di un processo spontaneo, ispirato dal suo stato d’animo e da anni di riflessione.
Domande senza risposte
Il disco è attraversato da domande, spesso senza risposte. “La prima che mi faccio è se l’amore può contenere anche la dismisura, ovvero la tossicità, la passionalità, il possesso, un femminicidio per troppo amore? E la risposta è assolutamente no”, ha detto Paola Turci. Le domande si estendono anche a temi sociali e politici, come la mancanza di pietà e misericordia in un mondo che sembra sempre più distante da questi valori. Un brano particolare, “Gesù di Michelangelo”, presenta l’immagine della Pietà in una forma universale e contemporanea, con la voce di Farah Fatafta, psico-oncologa palestinese che porta bambini malati di cancro attraverso i checkpoint. “Siamo circondati di assenza di pietà”, ha commentato l’artista, riferendosi anche alla questione palestinese e a dibattiti politici in cui parole come “remigrazione” potrebbero essere considerate apologiche di razzismo.
Un lavoro che non cerca il successo
Paola Turci ha chiarito che non cerca il successo ad ogni costo, ma preferisce far pensare. “I brani devono essere suonati, ma non cerco il successo ad ogni costo. Non voglio piegarmi a certe dinamiche radiofoniche. Io non faccio ballare, io faccio pensare”, ha detto. L’artista ha anche sottolineato che non si finisce mai di sbagliare, perché non finiamo mai di imparare. “Non si finisce mai di sbagliare perché non finiamo mai di imparare”, ha concluso.
Il disco, che ha visto la collaborazione di Motta, Francesco Bianconi, Veronica Lucchesi e Giuseppe Anastasi, è stato completato in poco tempo, ma è il risultato di anni di riflessione. Al momento, non è chiaro se alcuni brani saranno inclusi in una futura versione riveduta, ma Paola Turci ha espresso la possibilità di un repack. Intanto, sono stati annunciati due appuntamenti dal vivo di anteprima tour: il 29 novembre alla Santeria Toscana, il 31 a Milano e il 3 dicembre a Largo Venue a Roma.



