La Puglia si colloca al terzo posto in Italia per numero di reati ambientali, secondo il rapporto “Ecomafia 2026” di Legambiente, che analizza i dati del 2025. La regione registra 3.601 illeciti contestati, preceduta solo da Campania e Sicilia. Bari, tra le province pugliesi, si piazza sesta in Italia con 985 reati ambientali accertati, mentre Lecce entra nella top ten nazionale con 847 illeciti. Foggia, invece, rimane tra le province più colpite, con 838 reati penali. Il dato pugliese pesa anche nella classifica delle inchieste legate alla corruzione green, dove la regione è quarta con 7 indagini, dopo Campania, Sicilia e Lombardia.
Il Mezzogiorno e la crescita delle ecomafie
Il rapporto di Legambiente sottolinea come il Mezzogiorno rimanga l’area più colpita dal fenomeno delle ecomafie, con 27 inchieste registrate. La Campania, in testa alla classifica nazionale, registra 5.636 reati, pari al 15,8% del totale nazionale, mentre la Sicilia si colloca al secondo posto con 3.726 illeciti, il 10,4% del totale. La Puglia, con 3.601 reati, si conferma terza, con un incremento significativo rispetto agli anni precedenti. Inoltre, la regione si colloca al terzo posto per numero di arresti, con 53 operazioni, preceduta da Sicilia e Campania.
La Puglia si colloca al terzo posto per numero di inchieste legate alla corruzione green.
Bari, con 985 reati ambientali, si piazza sesta in Italia, mentre Lecce entra nella top ten nazionale con 847 illeciti. Foggia, invece, rimane tra le province più colpite, con 838 reati penali. Il dato di Bari, pur non essendo il più alto in regione, conferma la presenza di attività illegali in diversi settori, come il commercio di prodotti non conformi, l’abuso di suoli e la gestione impropria di rifiuti. La Puglia, inoltre, si colloca al terzo posto per numero di inchieste legate alla corruzione green, con 7 indagini aperte, dopo Campania, Sicilia e Lombardia.
Le province pugliesi e i dati più significativi
Il rapporto di Legambiente evidenzia anche un aumento del 59,6% dei reati a Palermo, che si colloca al terzo posto tra le province italiane. Napoli, invece, si conferma al primo posto con 2.512 reati, in aumento dell’8,6% rispetto al 2024. Salerno, con 1.472 illeciti, e Palermo, con 1.235 reati, completano il podio delle province più colpite. La Puglia, con il suo contributo al fenomeno nazionale, rimane un’area chiave per la lotta alle illegalità ambientali, anche se il dato non è il più alto in Italia.
La Puglia, con le sue province, rappresenta un caso significativo per le ecomafie.
Il quadro che emerge dal rapporto conferma il peso delle illegalità ambientali nel Sud Italia, con un incremento di attività criminali legate all’ambiente. La Puglia, con le sue province come Bari, Lecce e Foggia, rappresenta un caso significativo, dove le attività illegali continuano a crescere, pur non raggiungendo i livelli di Campania o Sicilia. La lotta alle ecomafie, quindi, richiede un impegno costante e una collaborazione tra le forze dell’ordine, le istituzioni e la società civile.



