La vendemmia 2026 si svolge in un contesto di maggiore variabilità e maturazione accelerata, con conseguenti sfide per la gestione del vino. La cantina si affida sempre più ai dati per prendere decisioni precise, soprattutto in un’annata in cui le condizioni climatiche hanno modificato i parametri tradizionali. Il caldo e la siccità hanno portato a una maturazione precoce in diverse zone italiane, con zuccheri superiori alla media e acidità ridotta, rendendo necessario un approccio più scientifico e tecnologico.
La misurazione come strumento di decisione
La misurazione in tempo reale di uva, mosto e vino diventa un elemento chiave per orientare le scelte enologiche. Vinventions, azienda specializzata in soluzioni tecnologiche per il settore vitivinicolo, sottolinea l’importanza di strumenti in grado di fornire dati durante le diverse fasi della produzione. Questi strumenti permettono di leggere l’evoluzione del prodotto con maggiore precisione, supportando l’esperienza dell’enologo. Tra i dispositivi utilizzati c’è PolyScan, che analizza in tempo reale i composti ossidabili, offrendo informazioni utili per le decisioni tecniche. La tecnologia non sostituisce l’enologo, ma lo supporta con dati più precisi. Antonino La Placa, commercial director Italy e Southern Europe di Vinventions, spiega che la variabilità dell’annata 2026 ha reso necessario un approccio più puntuale e informato. L’esperienza resta fondamentale, ma può essere arricchita da strumenti in grado di misurare ciò che accade lungo il processo produttivo.
La gestione dell’ossigeno come variabile critica
La gestione dell’ossigeno durante le diverse fasi della produzione assume un ruolo cruciale. L’obiettivo è preservare la freschezza, gli aromi, il colore e l’equilibrio del vino, tenendo sotto controllo l’evoluzione legata all’ossigeno. Questo aspetto non si esaurisce con la vinificazione, ma continua anche dopo l’imbottigliamento, quando entra in gioco la scelta della chiusura e della sua permeabilità all’ossigeno.
La chiusura del vino deve essere coerente con le decisioni prese in precedenza. La scelta deve essere collegata a ciò che il produttore vuole ottenere e alle caratteristiche del vino. Se cambiano le caratteristiche delle uve e del vino, quindi, può cambiare anche la strategia relativa alla chiusura. La chiusura, spiega La Placa, è l’ultima vera scelta enologica prima che il vino arrivi al consumatore. La vendemmia 2026 rappresenta un esempio di come la maggiore variabilità delle condizioni di partenza stia modificando l’approccio alla produzione del vino. La tecnologia, nella prospettiva di Vinventions, non deve sostituire l’esperienza dell’enologo, ma accompagnarla con informazioni più precise, permettendo di prendere decisioni più efficaci, dalla raccolta fino alla chiusura della bottiglia.



