Il settore vitivinicolo italiano si trova in una situazione di tensione, con costi in aumento e prezzi in calo. Le aziende del settore, infatti, sostenono un incremento dei costi per gas ed energia, senza riuscire a trasferirli sui prezzi finali. Il risultato è una perdita di valore del prodotto, con conseguenze per la redditività e l’occupazione. L’Unione italiana vini (Uiv) ha lanciato un appello alle istituzioni italiane ed europee, richiedendo interventi strutturali per ridurre i costi e sostenere gli investimenti in efficienza energetica.
Costi in aumento e prezzi in calo
Secondo l’Osservatorio Uiv, il settore vitivinicolo italiano genera circa 14 miliardi di euro di fatturato, con il 55% derivante dalle vendite all’estero. Tuttavia, il quadro economico non è positivo: a settembre l’inflazione generale è salita al 4,2% su base annua, mentre i prezzi del vino hanno registrato una diminuzione del 2,3% rispetto a settembre 2025. La situazione si complica ulteriormente con l’aumento dei costi di produzione, che include non solo l’energia e il gas, ma anche i rincari di trasporti, logistica, prodotti enologici, packaging e materiali.
Le aziende del settore si trovano a dover sostenere costi crescenti senza riuscire a trasferirli sui prezzi finali. Il risultato è una situazione di paradosso: mentre i prezzi generali salgono, il valore del vino continua a scendere. Se tutti i prezzi salgono mentre il valore allo scaffale del vino continua a scendere siamo oltre l’allarme, ha dichiarato il settore, preoccupato per il rischio di una progressiva contrazione dell’attività e delle conseguenze sull’occupazione e sulla tenuta dei territori vitivinicoli.
Un appello alle istituzioni
Il presidente dell’Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, ha sottolineato l’importanza di interventi da parte del governo italiano e dell’Unione europea. «Confidiamo in ulteriori interventi da parte del governo italiano ma ancor più dell’UE, come richiesto dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella lettera di ieri sera alla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, per contrastare l’aumento eccezionale dell’inflazione», ha detto Frescobaldi. Il settore vitivinicolo italiano rappresenta un comparto centrale per l’economia nazionale, con un impatto significativo sul mercato internazionale. La bilancia commerciale con l’estero registra un attivo di 7,2 miliardi di euro, e la filiera coinvolge circa 900 mila persone. Tuttavia, il calo dell’export, registrato nel primo semestre del 2026, segnala una situazione di incertezza. L’Unione italiana vini chiede alle istituzioni di agire per evitare che la distanza tra costi e ricavi continui ad ampliarsi, con un impatto negativo sull’occupazione e sulla tenuta dei territori vitivinicoli.



