Da record di astensionismo a un calo della spesa per la cultura, l’Italia vive un momento di profonda crisi nella partecipazione politica e sociale. Secondo il rapporto Istat 2026, la partecipazione politica ha registrato un calo di oltre 12 punti percentuali negli ultimi dieci anni, con un’affluenza alle elezioni scesa al 63,8% nel 2022, il valore più basso della storia repubblicana. La disaffezione per la politica si accompagna a un declino nella cultura, con un calo del 34,6% nella spesa per libri, giornali e attività culturali, attestandosi a poco più di 12 miliardi di euro nel 2024.
Disparità geografiche e livelli di istruzione
Il calo della partecipazione politica è più marcato al Sud e nelle Isole, dove l’astensionismo supera di circa 20 punti percentuali rispetto al Nord e al Centro. In Calabria, Sicilia e Campania, il numero di persone che non si informano mai di politica è particolarmente elevato. La disaffezione per la cultura e la politica è anche legata al livello di istruzione: il 41,2% dei cittadini con licenza media non si informa mai di politica, contro il 11,3% dei laureati. La partecipazione politica, infatti, è strettamente legata al livello di istruzione e alla consapevolezza del ruolo della società.
Un’informazione in crisi e un’identità nazionale in pericolo
La riduzione della spesa per la cultura non riguarda solo i consumi privati, ma anche l’informazione. Secondo il rapporto Censis, la spesa per i giornali è calata del 48,3% negli ultimi vent’anni, con un impatto significativo sulla diffusione di notizie e dibattiti pubblici. La cultura, intesa come conoscenza e partecipazione, è diventata un settore in declino, con conseguenze dirette sulla democrazia. La mancanza di informazione e di dibattito pubblico mina la capacità dei cittadini di partecipare attivamente alla vita politica, riducendo il loro impatto sulle decisioni collettive.
La partecipazione politica e la cultura sono pilastri della democrazia, ma entrambi stanno registrando un calo significativo. Nonostante il calo, esiste un messaggio di speranza. Il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, ha sottolineato che il pessimismo dell’intelligenza non deve impedire l’ottimismo della volontà. Anche il volontariato, pur in calo, rimane un pilastro della coesione sociale, con oltre 3,2 milioni di persone impegnate nel 2023. Tuttavia, la sfida resta grande, soprattutto in regioni come la Sicilia, dove il tasso di partecipazione volontaria è ancora basso.
La democrazia, in un Paese in cui la partecipazione politica e la cultura sono in crisi, rischia di indebolirsi. Per il presidente dell’Eurispes, è necessario rafforzare l’impegno civile e la consapevolezza del ruolo individuale nella società. La strada è lunga, ma il dibattito e la partecipazione, se rilanciati, potrebbero rappresentare un’opportunità per un futuro più inclusivo e democratico. La crisi della partecipazione politica e della cultura non è solo un fenomeno statistico, ma un segnale di allarme per la democrazia italiana.
- Calo del 12,3% nella partecipazione politica tra il 2015 e il 2025
- Reduction del 34,6% nella spesa per la cultura tra il 2004 e il 2024
- Disparità geografiche con un astensionismo maggiore al Sud



