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venerdì 2 Ottobre 2026

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Bandiera rubata da monumento ai Caduti, Alpini denunciano atto che calpesta memoria storica

Bandiera rubata da monumento ai Caduti a Belluno, Alpini denunciano atto che calpesta memoria storica.

Un episodio di vandalismo ha scosso la comunità di Belluno, con la rubata della bandiera dal monumento ai Caduti della chiesa di Antole e Sois. L’atto, denunciato dagli Alpini, è visto come un grave calpestamento della memoria storica e della gratitudine verso chi ha dato la vita per la patria. L’evento ha suscitato condanne unanime da parte di istituzioni locali e rappresentanti dell’Associazione nazionale alpini. La bandiera, simbolo del sacrificio di tanti giovani, è stata rubata da ignoti, un atto che ha suscitato indignazione e preoccupazione.

Un simbolo di sacrificio rubato

La bandiera, simbolo del sacrificio di tanti giovani che hanno dato la vita per garantire la patria e la libertà, è stata rubata da ignoti. «Quel tricolore non è un semplice pezzo di stoffa, ma il simbolo del sacrificio di tanti giovani che hanno dato la vita per garantire alla nostra comunità la patria e la libertà di cui oggi tutti godiamo», ha spiegato Gianfranco Canzian, responsabile del locale Gruppo Alpini. L’atto, secondo lui, non è da considerare come una semplice bravata, ma come un atto di grave disprezzo.

La memoria non si tocca e il rispetto per i nostri Caduti resta un valore intoccabile. Canzian ha espresso la sua condanna e ha sottolineato l’importanza di non permettere che episodi simili si ripetano. «La memoria non si tocca e il rispetto per i nostri Caduti resta un valore intoccabile per tutta la collettività del territorio», ha aggiunto.

Un precedente non dimenticato

Non è la prima volta che il capoluogo vive episodi simili. A marzo dello scorso anno, alcuni ignoti avevano ridotto in brandelli le bandiere esposte lungo il percorso da piazza Piloni alla caserma Salsa, appese dagli Alpini in occasione dell’assemblea annuale dell’Ana di Belluno. L’episodio aveva suscitato condanne unanime, coinvolgendo anche il sindaco Oscar De Pellegrin e il presidente della Provincia. Anche questa volta, la reazione è stata forte e condivisa. «Trattare un episodio simile come una semplice ragazzata o un piccolo furto sarebbe un errore», ha sottolineato Canzian. L’associazione nazionale alpini, infatti, porta avanti l’impegno di custodire la memoria dei caduti in guerra, anche attraverso la manutenzione e la cura di sacrari militari e monumenti.

Un’occasione per sensibilizzare le nuove generazioni. Paolo Luciani, assessore al Turismo del Comune di Belluno, ha espresso la sua condanna e ha sottolineato l’importanza di non permettere che episodi simili si ripetano. «Se il gesto dovesse essere confermato dalle forze dell’ordine, non si potrebbe far altro che condannarlo», ha affermato. Tuttavia, ha anche visto un’occasione per sensibilizzare le nuove generazioni. «Entrare nelle scuole e fare opera di cittadinanza vuol dire creare i cittadini del domani, consapevoli del proprio passato, presente e futuro», ha concluso.

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