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venerdì 2 Ottobre 2026

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Cultura

Biennale della Prossimità, un evento per riflettere su relazioni e futuro

A Torino, fino al 3 ottobre, la Biennale della Prossimità promuove la creazione di bene comune attraverso dibattiti e laboratori.

La Biennale della Prossimità, in corso a Torino fino al 3 ottobre 2026, è un evento che mette al centro la relazione, la democrazia e la creazione di bene comune. L’evento, che si svolge in spazi come la biblioteca Italo Calvino e il Cecchi Point, vede la partecipazione di operatori sociali, istituzioni, cittadini e cittadine che riflettono su temi come giovani, desiderio e futuro. L’obiettivo è promuovere un processo orizzontale e plurale, in cui si cerca di costruire relazioni e un futuro desiderabile per tutti. La Biennale, che si svolge ogni due anni, è un momento per abitare le domande e per creare spazi di dialogo e di azione condivisa.

Relazioni e democrazia: il cuore della Biennale

La Biennale della Prossimità si basa su un modello di lavoro che privilegia la partecipazione e la costruzione collettiva. I partecipanti, divisi in cerchi di lavoro, discutono, ascoltano e si interrogano su temi che riguardano la società, le relazioni e le politiche. L’evento, che si svolge in spazi come la biblioteca Italo Calvino e il Cecchi Point, è un’occasione per riflettere su come creare crepe nei muri che ci dividono. «Qui ci interroghiamo su come creare crepe nei muri che ci dividono», afferma un partecipante. L’idea è di costruire un futuro in cui le relazioni siano più forti e i processi di decisione siano più inclusivi.

La prossimità non è solo un concetto, ma un processo che richiede tempo e cura.

La Biennale, che si svolge a Torino per la sesta volta dopo Genova, Bologna, Taranto, Brescia e Napoli, è un evento che coinvolge diverse realtà locali e nazionali. Tra i promotori ci sono associazioni, cooperative sociali, organizzazioni del Terzo settore e soggetti attivi nei quartieri. L’obiettivo è creare un dialogo tra diversi contesti e promuovere una visione comune del bene comune. «Siamo una comunità molto più grande di quella che riusciamo oggi a vedere», afferma un partecipante. L’evento è un momento per riflettere su come costruire relazioni e un futuro più giusto e inclusivo.

Valore sociale e investimenti: dati e prospettive

La Biennale della Prossimità si basa su dati concreti che testimoniano l’efficacia delle pratiche di prossimità. Secondo l’Osservatorio nazionale sulla prossimità, realizzato da Isnet e Università di Firenze, a fronte di circa 4,1 milioni di euro investiti, le pratiche analizzate generano oltre 5,2 milioni di euro di valore sociale. Questo dato conferma l’importanza delle relazioni e della partecipazione nella costruzione di beni comuni. «In realtà, la grande scommessa della prossimità è un’altra: non contano le prestazioni, conta la cura dei processi, conta il tempo che dedichiamo a costruire insieme relazioni e un futuro desiderabile per tutte e tutti», spiega Massimo Ruggeri, direttore della Biennale.

La prossimità non si misura in prestazioni, ma in relazioni e tempo condiviso.

La Biennale si svolge in tre giornate, con laboratori, panel e dibattiti che coinvolgono diverse aree tematiche. Tra i temi principali c’è la democrazia profonda, la prossimità e la creazione di beni comuni. L’evento è gratuito e accessibile a tutti, con iscrizioni aperte attraverso Prossimatch. La partecipazione è aperta a operatori sociali, cittadini e cittadine, che possono contribuire a costruire un futuro più giusto e inclusivo. La Biennale è un momento per abitare le domande e per creare spazi di dialogo e di azione condivisa.

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