Un bracconiere è stato arrestato nel Sannio per aver utilizzato cardellini come esche vive per catturare altri esemplari di questa specie protetta. L’operazione, condotta dai Carabinieri Forestali, ha portato al sequestro di otto cardellini, tra cui cinque usati come esche e due rinchiusi in gabbie. L’uomo, un 66enne già noto alle forze dell’ordine per reati contro l’avifauna, aveva predisposto reti a scatto tra gli ulivi e utilizzato un richiamo acustico per attirare gli uccelli. L’arresto è avvenuto il 2 ottobre 2026, in un contesto di crescente attenzione verso la protezione della fauna selvatica.
La tecnica del bracconiere: esche vive e reti a scatto
L’uomo aveva creato un sistema complesso per catturare cardellini, utilizzando cinque esemplari come “zimbelli” per attirare altri uccelli. Gli animali venivano sistemati nell’erba e costretti a muoversi e a emettere il loro canto, il quale richiamava altri cardellini. Altri due esemplari erano invece rinchiusi in gabbie sospese tra i rami, mentre un richiamo acustico elettromagnetico completava il sistema. Questa tecnica, puramente illegale, ha permesso al bracconiere di catturare altri uccelli, che sono protetti per legge. La cattura di uccelli protetti non solo viola la legge, ma ha conseguenze gravi per l’ambiente e per la fauna selvatica. I cardellini, in particolare, sono una specie vulnerabile e la loro cattura illegale alimenta un mercato clandestino di volatili, che secondo i Carabinieri potrebbe essere gestito da reti criminali organizzate.
Il recupero e la protezione degli animali
Il recupero degli otto cardellini ha permesso di interrompere la cattura nelle sue prime fasi. Alcuni esemplari sono stati trasferiti al Centro di recupero animali selvatici di Napoli, dove saranno curati in vista di una possibile reintroduzione in natura. L’operazione ha visto la collaborazione dei volontari dell’Enpa, che hanno contribuito al salvaguardo degli animali. La cattura illegale di cardellini alimenta un mercato clandestino di volatili, che secondo i Carabinieri potrebbe essere gestito da reti criminali organizzate.
La protezione della fauna selvatica è una priorità per le forze dell’ordine, che hanno sottolineato come il contrasto a questo traffico rientri tra le attività dei reparti specializzati dell’Arma. L’arresto del bracconiere rappresenta un ulteriore passo nella lotta contro la caccia illegale e la distruzione dell’habitat naturale. La specie protetta, come i cardellini, è un elemento chiave per la biodiversità e la conservazione degli ecosistemi.
La cattura di uccelli protetti non solo viola la legge, ma ha conseguenze gravi per l’ambiente e per la fauna selvatica. I cardellini, in particolare, sono una specie vulnerabile e la loro cattura illegale alimenta un mercato clandestino di volatili, che secondo i Carabinieri potrebbe essere gestito da reti criminali organizzate. L’arresto del bracconiere nel Sannio rappresenta un esempio concreto di come le operazioni delle forze dell’ordine possano fermare attività illegali e salvaguardare la natura.



