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venerdì 2 Ottobre 2026

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Cronaca

Evasione da carcere di Venezia: piano di fuga con doppi vestiti e salto da cinque metri

Evasione da carcere di Venezia: piano di fuga con doppi vestiti e salto da cinque metri

Un detenuto ha evaso dal carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia, utilizzando un piano ben studiato che includeva un salto da cinque metri e l’uso di due strati di vestiti per evitare di essere riconosciuto dalle telecamere. L’episodio, avvenuto mercoledì mattina, ha suscitato preoccupazioni per la sicurezza del carcere, che è stato definito “vecchio e inadeguato” da un rappresentante sindacale.

Un piano di fuga ben organizzato

Il 37enne, identificato come Diar Krasniqi, ha sfruttato un momento di vuoto nella sorveglianza per scavalcare un muro interno di cinque metri, ferendosi nel processo. Successivamente, ha attraversato una seconda barriera, che separa il carcere dal rio Terà dei Pensieri, e si è diretto verso la stazione. Prima di raggiungere la stazione, ha sfilato la muta di copertura, probabilmente per evitare che le immagini delle telecamere rivelassero la sua identità. L’uomo è salito su un Frecciarossa e, nonostante l’alert non fosse ancora attivo, è stato bloccato dagli agenti di polizia ferroviaria a bordo del treno.

Un carcere in difficoltà

Il carcere di Santa Maria Maggiore, che ospita un numero elevato di detenuti, è stato criticato per le sue condizioni di sicurezza. Giovanni Vona, segretario della Sappe per il Triveneto, ha sottolineato che le evasioni, sia tentate che riuscite, si spiegano con due fattori: il numero insufficiente di agenti e la struttura inadeguata. L’area da cui è avvenuta l’evasione presenta un cancello difettoso e una parte del muro di cinta senza filo spinato, pur mantenendo altezza di cinque metri. Vona ha anche ricordato che il precedente di Florim Baeram, un altro detenuto fuggito il 17 settembre, ha portato a un aumento del livello di guardia anche tra il personale dei mezzi pubblici.

Nonostante le misure di sicurezza, il carcere continua a registrare episodi allarmanti, come risse, tentativi di fuga e, in alcuni casi, suicidi. Vona ha espresso preoccupazione per la situazione e ha chiesto interventi urgenti, sottolineando che la struttura non è più in grado di garantire la sicurezza necessaria. Il sindacato ha anche sottolineato che il carcere, in linea teorica, dovrebbe essere chiuso, a causa delle condizioni interne non più tollerabili.

Un sistema in crisi

La vicenda ha messo in luce i problemi del sistema penitenziario italiano, in particolare a Venezia. Il carcere di Santa Maria Maggiore, che ospita un numero elevato di detenuti, ha visto un calo del personale e una mancanza di manutenzione, contribuendo a episodi di evasione e tensioni interne. Il cappellano del carcere, don Massimo Cadamuro, ha espresso preoccupazione per le condizioni in cui si trovano i detenuti, definendo il carcere come “sofferenza” e sottolineando che la soluzione deve arrivare dal Ministero.

Nonostante l’azione di polizia abbia bloccato l’evasione, il caso ha rivelato una serie di criticità che richiedono interventi immediati. La struttura, pur essendo antica, non è più in grado di garantire la sicurezza necessaria, e il numero di agenti non è sufficiente per controllare l’area. La situazione, se non risolta, potrebbe portare a ulteriori episodi di tensione e violenza all’interno del carcere. La sicurezza non è solo tecnica, ma anche umana. La vicenda di Diar Krasniqi ha messo in luce la complessità del sistema penitenziario e la necessità di interventi mirati per migliorare le condizioni di sicurezza e di vita dei detenuti. La struttura, pur essendo antica, non è più in grado di garantire la sicurezza necessaria, e il numero di agenti non è sufficiente per controllare l’area. La situazione, se non risolta, potrebbe portare a ulteriori episodi di tensione e violenza all’interno del carcere.

  • Un detenuto ha evaso da Santa Maria Maggiore a Venezia utilizzando un piano ben studiato.
  • Il carcere è stato criticato per le sue condizioni di sicurezza e per il numero insufficiente di agenti.
  • Il sindacato ha espresso preoccupazione per la situazione e ha chiesto interventi urgenti.

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