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venerdì 2 Ottobre 2026

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Cronaca nera

La famiglia Poggi non intende essere parte civile contro Sempio

La famiglia Poggi non si costituirà parte civile contro Andrea Sempio, a causa di dubbi sull’attendibilità delle analisi e di valutazioni legali.

La famiglia Poggi non si costituirà parte civile contro Andrea Sempio, a causa di valutazioni legali e di dubbi sull’attendibilità delle analisi effettuate nel corso del processo relativo al delitto di Garlasco. L’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale dei genitori di Chiara Poggi, ha espresso la sua posizione, sottolineando che le decisioni in materia non sono ancora definitive e che le nuove indagini non dovrebbero sovrapporsi a quelle già eseguite. Tizzoni ha definito «valutazioni premature» la possibilità di chiedere un risarcimento a Sempio, sottolineando che finché la sentenza definitiva su Alberto Stasi non è esecutiva, non è opportuno procedere in tal senso.

Dubbi sull’attendibilità delle analisi

Il riferimento principale del legale è alle due analisi del 20 settembre, risultate negative e oggi tornate al centro del caso perché non rinvenute nel fascicolo dell’epoca. Tizzoni ha espresso preoccupazione per la mancanza di una revisione e ha sottolineato che, a oggi, non c’è notizia di una richiesta di revisione. Inoltre, ha criticato la tesi secondo cui alcune analisi sarebbero state eseguite all’insaputa della difesa, definendo questa posizione «propaganda». Tizzoni ha richiamato una memoria del professor Francesco Maria Avato, consulente di Stasi, nella quale si fa riferimento a «analisi svolte in sua assenza il giorno 20», e ha espresso la necessità di chiarire il significato di questa affermazione.

La fiducia nella verità giudiziaria è ancora intatta. Tizzoni ha espresso fiducia nella verità accertata giudiziariamente, sottolineando che le sentenze raggiunte dopo una decina d’anni di processo hanno retto due passaggi in Cassazione. Ha anche sottolineato che non si possono sovrapporre le nuove indagini su Sempio alla ricostruzione degli accertamenti del settembre 2007 sui pedali della bicicletta di Stasi. Secondo il legale, dopo gli accertamenti del 17 settembre, i consulenti della difesa avevano scelto di non proseguire la loro presenza. Fu sollevata un’eccezione di nullità, respinta dall’allora pm Rosa Muscio, e Tizzoni sostiene che questa eccezione «mai più riproposta».

La preoccupazione per l’Arma

La famiglia Poggi, che ha sempre avuto rispetto per l’Arma, si trova in una situazione di sconcerto. Tizzoni ha espresso preoccupazione per il comportamento di alcuni membri dell’Arma, come il colonnello Gennaro Cassese, che è stato indagato e ha avuto un ruolo nel caso. «Se Marchetto ha sbagliato, Cassese forse sta sbagliando e i Ris forse stanno sbagliando», ha detto Tizzoni, aggiungendo che «obiettivamente la fiducia, e credo che sia umano, un po’ viene meno». La preoccupazione arriva anche al futuro: «La speranza è di non dover valutare, fra cinque anni, se anche i carabinieri di oggi abbiano commesso errori».

La famiglia non intende procedere con una richiesta di risarcimento. Tizzoni ha espresso la sua critica anche riguardo agli ulteriori accertamenti affidati agli stessi consulenti, sottolineando che «se si chiede alla dottoressa Cattaneo se ha ragione la dottoressa Cattaneo, penso che la risposta debba essere scontata». La famiglia Poggi, quindi, non intende procedere con una richiesta di risarcimento, a causa delle incertezze e delle valutazioni legali che ancora non sono definitive.

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