Un team di ricercatori del De Bellis di Castellana Grotte ha sviluppato una nuova strategia per il trattamento del tumore gastrico, che mira a ridurre l’uso della chemioterapia. L’approccio si basa su una combinazione di due molecole biologiche che agiscono sui meccanismi di riparazione del DNA delle cellule tumorali, compromettendone la sopravvivenza. L’innovazione, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Experimental & Clinical Cancer Research, potrebbe rappresentare un passo avanti nella personalizzazione dei trattamenti oncologici.
Una strategia basata sulla “letalità sintetica”
La ricerca si basa sul concetto di “letalità sintetica”, un approccio che sfrutta la simultaneità di due meccanismi di azione per aumentare l’efficacia terapeutica. I ricercatori hanno dimostrato che l’inibizione della proteina SMYD3, in combinazione con farmaci PARP-inibitori, riduce la capacità delle cellule tumorali di riparare il loro DNA. Questo meccanismo, testato su organoidi derivati da pazienti, ha mostrato risultati promettenti e apre la strada a una strategia terapeutica mirata, con l’obiettivo di ridurre l’uso della chemioterapia in alcuni pazienti.
Un lavoro di ricerca lungo anni
La strategia è frutto di anni di lavoro e si sviluppa su una base di studi già condotti su tumori del colon e del pancreas. Una delle molecole utilizzate è stata sviluppata e brevettata proprio al De Bellis, e il nuovo lavoro ne estende le potenzialità al tumore gastrico. «Abbiamo individuato una vulnerabilità delle cellule tumorali che può essere colpita attraverso due meccanismi complementari», spiega il prof. Cristiano Simone, direttore dell’UOC di Genetica Medica del De Bellis e corresponding author dello studio.
La prima autrice dello studio è la dott.ssa Katia De Marco, ricercatrice dell’UOC di Genetica Medica. Arrivata al De Bellis nel 2019 come tirocinante volontaria, ha ottenuto una borsa di studio nel 2020 e nel 2023 è entrata nella Piramide della ricerca sanitaria. Oggi conclude il suo dottorato internazionale, svolto in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, con una tesi diventata una pubblicazione scientifica internazionale. In sette anni ha pubblicato 29 articoli, grazie al sostegno della dott.ssa Valentina Grossi, responsabile di unità di ricerca e corresponding author dello studio.
«Questo studio conferma l’importanza di una ricerca capace di partire dalla comprensione dei meccanismi molecolari della malattia per individuare nuove possibili strategie terapeutiche», sottolinea il Direttore Scientifico dell’IRCCS De Bellis, prof. Gianluigi Giannelli. «La possibilità di intervenire in maniera sempre più selettiva sui punti deboli delle cellule tumorali rappresenta una delle direzioni più interessanti della ricerca oncologica». Il Direttore Generale Michelangelo Armenise ha sottolineato l’importanza di investire nella formazione e nella crescita dei ricercatori, rafforzando la capacità dell’Istituto di produrre ricerca di qualità e di confrontarsi a livello nazionale e internazionale. «Il De Bellis deve continuare a essere un luogo in cui competenze e merito trovano opportunità concrete di crescita professionale e scientifica», ha concluso.



