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venerdì 2 Ottobre 2026

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Ambiente

Il Parco Paleontologico lancia cinque progetti per il futuro delle aree protette

Il Parco Paleontologico Astigiano investe in cinque progetti per tutelare la biodiversità e migliorare le aree protette.

Il Parco Paleontologico Astigiano ha annunciato l’avvio di cinque progetti per il futuro delle aree protette, con l’obiettivo di tutelare la biodiversità, migliorare la fruizione e contrastare i rischi ambientali. L’investimento, sostenuto da contributi a fondo perduto, si concentrerà su aree come la Valle Botto, la Valle Andona e i Siti della Rete Natura 2000, con interventi che vanno dalla creazione di nuove zone umide alla sistemazione di sentieri e alla lotta alle specie invasive. L’Ente ha spiegato che i progetti sono frutto di un piano di azione che mira a migliorare la qualità ambientale e a rendere più sicuri i territori protetti.

Progetti per la tutela della biodiversità

Uno dei progetti più significativi si è già concluso con un investimento di 500 mila euro, che ha portato all’inaugurazione dell’affioramento fossilifero Gonella in Valle Botto. Questo sito, ricco di conchiglie del Mare Padano, sarà collegato al geosito Graziano attraverso un sentiero e un ponticello sul rio Cipollina. L’obiettivo è di rendere più accessibile e sicuro l’ambiente per i visitatori, senza compromettere la sua importanza scientifica e naturalistica.

Interventi per la conservazione delle specie rare

Nel Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, l’attenzione si concentrerà su specie rare come il tritone crestato e il moscardino, entrambi indicatori di qualità ambientale. Gli interventi prevedono la creazione di nuove zone umide per il tritone, grazie a scavi della terra, e la riqualificazione di un ex noccioleto per favorire il ritorno del moscardino. Allo stesso tempo, si lavorerà per la protezione della testuggine palustre autoctona negli Stagni di Belangero, con l’immissione di una nuova colonia e la realizzazione di una barriera antiintrusione.

Il Parco si impegna anche nella lotta alle piante invasive e nel rafforzamento della tutela del “Cistus salvifoliius”, un arbusto perenne con fioritura bellissima. L’obiettivo è creare nuovi polmoni verdi, aumentando la presenza di piante e arbusti autoctoni in tutta la zona protetta. Circa 600 esemplari saranno messi a dimora, contribuendo al miglioramento dell’habitat e alla biodiversità.

Investimenti per il consolidamento dei territori

Secondo le linee del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), i progetti si concentreranno anche sul dissesto idrogeologico, un tema cruciale per le aree protette vicine a Asti. Il Parco dovrà affrontare complessi interventi di ingegneria naturalistica per consolidare e ripristinare versanti e corsi d’acqua soggetti a fenomeni di instabilità e erosione. L’obiettivo è rendere più sicuri i territori, soprattutto in un’area che festeggia i 40 anni di tutela. Altri progetti riguarderanno la riqualificazione dell’affioramento Baloira e la creazione di nuove zone umide nel Sito di Valmanera. L’Ente ha sottolineato che l’accesso ai fondi regionali è un risultato significativo, che permette di realizzare interventi che non sarebbero possibili con le sole risorse interne. La presidente Sara Rabellino ha espresso soddisfazione per l’impegno dell’Ente e per la capacità di progettazione che ha portato a questi risultati.

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