A Sestu si moltiplicano le segnalazioni di residenti disperati per l’aria acre che “brucia la gola”, causata dal bruciamento di rifiuti la notte. La questione, che ha raggiunto un livello di emergenza ambientale e sanitaria, ha spinto i cittadini a chiedere un presidio notturno straordinario per individuare chi appicca il fuoco. L’inciviltà, che si manifesta soprattutto durante le ore notturne, ha reso necessario un intervento immediato da parte delle istituzioni.
Conseguenze tossiche e sanitarie
La combustione illecita di scarti plastici, rifiuti indifferenziati e residui di ogni tipo libera nell’aria diossine, idrocarburi policiclici, metalli pesanti e particolato tossico (PM10 e PM2.5). Questi veleni, che respirano quotidianamente tutti i cittadini, a partire dai bambini, dagli anziani e dai soggetti fragili, contaminano il suolo e le falde acquifere. Le ceneri tossiche e le ricadute chimiche si depositano sui terreni agricoli e filtrano nel sottosuolo, compromettendo la salubrità dell’ambiente e delle nostre risorse idriche.
Un problema strutturale
A monte di questi fuochi tossici c’è una piaga evidente: l’evasione totale e l’abusivismo, ma anche limiti evidenti nella gestione dei servizi di smaltimento. Chi non è iscritto ai ruoli della TARI opera nell’ombra senza mastelli, mentre troppi cittadini si scontrano con le difficoltà di smaltire ingombranti o rifiuti speciali. Per molti, la via più comoda e criminale diventa accumulare immondizia o scarti e darli fuoco la notte, scaricando i costi e i veleni sui polmoni di tutti i sestesi onesti che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo.
Tutti questi materiali bruciati impunemente non svaniscono nel nulla: le conseguenze sono a discapito di tutti. L’Amministrazione non può più limitarsi a guardare. Le richieste includono un potenziamento immediato dell’ecocentro e del ritiro ingombranti, l’incrocio delle banche dati e la lotta all’evasione TARI, nonché un presidio notturno straordinario per cogliere sul fatto chi appicca i roghi. “Non faremo passi indietro: porteremo ogni singola segnalazione che ci avete inviato dritta sui banchi del Consiglio Comunale”, ha dichiarato un rappresentante. Le reazioni dei cittadini sono forti: non è più possibile chiudere le finestre ogni notte per cercare di sfuggire all’ordine acre di combustione che invade le nostre case. La pratica illecita di bruciare materiali plastici ricorda scenari da “Terra dei fuochi” che non vogliamo e non possiamo permetterci a due passi da Cagliari.
Rivolto un appello accorato alle istituzioni e agli organi di vigilanza sul territorio, i residenti chiedono controlli mirati. “Ieri sera una puzza di bruciato esagerata, era proprio plastica e si sentiva anche stamattina. Bruciava la gola e gli occhi in lacrime senza aver pianto, siamo messi male veramente, sabato ci sarà un incontro con rappresentanti per capire come muoversi”, spiegano alcuni residenti.



