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venerdì 2 Ottobre 2026

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Sánchez in bilico, il fronte delle destre blocca i decreti casa

Sánchez in bilico dopo il blocco dei decreti casa, tensioni e pressione per elezioni anticipate

Il governo di Pedro Sánchez è di nuovo in bilico, con il peso della crisi abitativa che si aggiunge a una serie di sfide politiche e sociali. La bocciatura dei due decreti approvati per rispondere all’emergenza casa ha aumentato la pressione su Sánchez per un anticipo elettorale, un tema che ha segnato la sua gestione negli ultimi mesi. La questione del diritto alla casa, che da sempre mobilita la sinistra e rappresenta una priorità per l’opinione pubblica spagnola, ha spostato l’attenzione su un tema che potrebbe decidere il destino del governo.

Le destre unite bloccano i decreti

Il fronte delle destre, composto da Pp, Vox e Junts, ha unito i propri voti per impedire la ratifica delle misure adottate sotto la pressione della piazza. La protesta, che si è sviluppata attorno alla Puerta del Sol a Madrid, ricorda il movimento degli indignados del 2011 e si è scatenata dopo lo sfratto di un’anziana di 87 anni, la cui casa era stata acquistata da un fondo speculativo. I due decreti, chiamati “decreti Maricarmen” in onore della donna protagonista del caso, prevedevano la sospensione degli sfratti per le persone economicamente vulnerabili fino al 2030 e una stretta sugli affitti brevi e sull’acquisto di immobili da parte di fondi speculativi.

La discussione si sposta verso la giustizia sociale. Molti analisti ricordano che le elezioni spesso non si convocano quando ci sono le condizioni ideali, ma quando sono le meno peggio. E questo vale oggi per Sánchez, che deve affrontare una serie di sfide: la crisi di Ceuta, l’aumento dell’inflazione e i casi giudiziari. La sua decisione sull’anticipo elettorale sarà determinante per il futuro del governo.

La campagna elettorale inizia prima del tempo

Il premier ha cercato di anticipare la discussione, chiedendo di prendere la parola in parlamento a pochi minuti dal voto. Il discorso, in cui ha sottolineato l’importanza di approvare provvedimenti che mitigano i problemi della casa, è stato visto come un segnale del possibile inizio della campagna elettorale. «Fate la cosa giusta perché altrimenti la storia vi giudicherà prima di quanto pensiate», ha concluso Sánchez, un appello che ha trovato poca risposta ma ha spostato la responsabilità su chi vota.

Le divisioni interne complicano la situazione. Le divisioni interne al Psoe, con Sumar che non ha ancora trovato un candidato dopo la decisione di Yolanda Díaz di non presentarsi, complicano ulteriore la situazione. Alberto Núñez Feijóo, leader del Pp, ha commentato: «Hanno cercato di far credere agli spagnoli che potevano risolvere in tre giorni quello che non si è risolto in otto anni». La situazione, però, potrebbe anche portare a un recupero di consenso per il Psoe, se la discussione si sposterà verso la giustizia sociale e i diritti economici.

La pressione per un anticipo elettorale cresce, con i sondaggi che indicano un possibile vantaggio per i partiti di destra, che dovranno contare sull’appoggio di Vox per raggiungere la Moncloa. Sánchez aspetterà di vedere come respira la piazza, prima di annunciare se convoca elezioni e se, come ha scritto venerdì su X «è arrivato il momento della verità». La prima data utile è il 29 novembre. La situazione si complica ulteriore con le manifestazioni convocate per sabato 3 ottobre, in cui i manifestanti nel centro di Madrid invocavano lo sciopero generale. La crisi abitativa, che ha trovato un simbolo nella figura di Maricarmen, continua a mobilitare la popolazione e a mettere in discussione la stabilità del governo. La questione del diritto alla casa, che ha trovato un simbolo nella figura di un’anziana sfrattata, rimane al centro delle tensioni politiche e sociali.

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