La sonda DaVinci della Nasa ha superato con successo una serie di test termici estremi, raggiungendo temperature di 465 °C per simulare le condizioni estreme dell’atmosfera di Venere. I test, condotti presso la Rex Heat Treat di Bedford, hanno messo alla prova la resistenza del modello ingegneristico della sonda, che replica esattamente le dimensioni e la struttura della versione reale. La sonda, di circa un metro di diametro e armata con un’armatura in titanio, ha completato sei cicli termici, ciascuno durato circa un’ora, senza subire danni significativi. Questo risultato rappresenta un passo importante per la missione, che mira a studiare la composizione chimica dell’atmosfera venusiana e a mappare la superficie del pianeta.
Resistenza al calore estremo
La sonda DaVinci, parte del progetto Deep Atmosphere Venus Investigation of Noble gases, Chemistry, and Imaging, dovrà affrontare temperature estreme durante la sua discesa attraverso l’atmosfera di Venere. I test hanno simulato le condizioni di calore e pressione che la sonda incontrerà durante la sua missione. Il modello è stato posto in una camera rivestita di ceramica, con pareti annerite dal calore, e la temperatura è stata portata a 465 °C nell’arco di circa un’ora, replicando esattamente la velocità di riscaldamento che la sonda subirà durante la discesa. La sonda, durante la sua discesa, dovrà raccogliere dati chimici per analizzare la composizione dei gas dell’atmosfera venusiana, determinando da quali molecole sono costituiti e studiando anche la struttura e la stratificazione.
Un successo ingegneristico
«L’esperimento è stato un grande successo, con sei cicli fino alla temperatura della superficie di Venere, seguendo la nostra tempistica di discesa di 55-60 minuti e con tutta la strumentazione interna», ha dichiarato Jim Garvin, principal investigator di DaVinci al Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt, nel Maryland. «Negli Stati Uniti non era mai stata effettuata, dalla metà degli anni Settanta, una valutazione così completa dell’hardware di un veicolo spaziale a temperature venusiane». La sonda, durante la sua discesa, dovrà proteggere gli strumenti dal calore opprimente del pianeta, consentendo al tempo stesso ai suoi gas ad alta temperatura di entrare nella sonda per essere studiati attraverso speciali aperture di ingresso.
Il test termico fa seguito a una campagna condotta all’inizio dell’estate per dimostrare il corretto funzionamento del sistema di imaging della sonda. La missione, attualmente in fase di approvazione per passare alla fase finale di progettazione e fabbricazione, ha dimostrato una notevole capacità di resistenza al calore, grazie all’ingegneria avanzata utilizzata per la sua costruzione. La sonda, durante la sua discesa, scatterà immagini a alta risoluzione della superficie di Venere e dei suoi rilievi, che gli scienziati utilizzeranno per realizzare una mappa tridimensionale della regione di atterraggio.
La sonda, durante la sua discesa, si manterrà in contatto con la sonda madre che orbiterà a circa novemila chilometri di quota, inviando dati in tempo reale. «È una sfida ingegneristica enorme, considerata l’estrema durezza dell’ambiente venusiano», ha aggiunto Kristen Brown, probe manager di DaVinci presso il Goddard Space Flight Center della Nasa. La missione rappresenta un passo significativo per la comprensione dell’atmosfera e della superficie di Venere, un pianeta che rimane uno dei più misteriosi del sistema solare.



