Un bimbo di un anno è morto al pronto soccorso di Treviso dopo essere stato trovato in arresto cardiaco da una babysitter 21enne, che ora è indagata per omicidio colposo. L’episodio, avvenuto nella notte tra giovedì 1 e venerdì 2 ottobre, ha scosso la comunità locale e ha acceso dibattiti su responsabilità e procedure di soccorso. La ragazza, che studia infermieristica, ha chiamato i soccorsi dopo aver notato che il piccolo non respirava e che il cuore aveva smesso di battere. I medici hanno tentato di rianimarlo per oltre un’ora senza successo, ma il bimbo è morto attorno all’1.30 di notte. L’autopsia dovrà chiarire le cause del decesso e stabilire se si sia trattato di un evento imprevedibile o se ci siano elementi di responsabilità.
La ricostruzione della babysitter e le ipotesi in corso
Secondo quanto ricostruito finora, la 21enne aveva affidato il bambino a una sorella di 13 anni e si era spostata in un’altra stanza. Poco dopo è tornata a controllarlo, accorgendosi che non respirava più. Ha immediatamente chiamato il 118 e ha seguito le indicazioni dei soccorritori, cercando di rianimarlo con le competenze acquisite durante la formazione infermieristica. Tra le ipotesi considerate al momento c’è quella della «morte bianca», un decesso improvviso e apparentemente inspiegabile durante il sonno. Tuttavia, l’autopsia dovrà confermare o smentire questa ipotesi, stabilendo se si sia trattato di un evento imprevedibile o se ci siano elementi di responsabilità.
La reazione della famiglia e dell’avvocata della babysitter
La famiglia del bimbo ha espresso dolore e sconcerto per l’accaduto, mentre l’avvocata della babysitter ha dichiarato che la ragazza è sconvolta e cerca di comprendere cosa sia successo. «È una grandissima tragedia in primis per la famiglia, ma anche per la ragazza che stava facendo la babysitter. Mi auguro che l’autopsia possa confermare che si tratta di una morte bianca», ha detto l’avvocata Lisa Caldato. La ragazza, che sta per laurearsi in infermieristica, ha raccontato di aver sentito il bambino piangere poco prima del decesso e di averlo trovato blu, ma non è riuscita a salvarlo. La famiglia conosce la ragazza da quando è nata e ha un rapporto di amicizia forte.
La direzione dell’Ulss 2 ha espresso vicinanza alla famiglia per l’immensa perdita, sottolineando l’importanza di un’indagine approfondita. L’episodio ha suscitato preoccupazioni su come si gestiscono le situazioni di emergenza in casa, soprattutto quando si ha a che fare con bambini piccoli. La comunità di Treviso attende con ansia i risultati dell’autopsia, che potrebbe chiarire se si sia trattato di un evento imprevedibile o se ci siano elementi di responsabilità da chiarire.



