Un resort di San Vito, La Vie en Rose, ha visto un’altra serie di controlli da parte delle forze dell’ordine, con un dispiegamento di mezzi che ha suscitato preoccupazioni dal titolare, Michele Dreossi. L’ultimo episodio risale al 26 settembre, durante un evento in maschera, quando sono arrivati diversi veicoli, tra cui droni, volanti della Polizia di Stato, squadre in borghese e unità della Scientifica. Dreossi ha espresso preoccupazione per l’ampiezza e la frequenza delle verifiche, definendole un “accanimento” che rischia di mettere a repentaglio l’attività del locale.
Controlli a raffica e segnalazioni ricorrenti
Nel corso di due anni di attività, il resort ha subito numerose verifiche, alcune delle quali insistenti. Nonostante ciò, non è stata riscontrata alcuna infrazione o anomalia. «Niente. Zero», ha sottolineato Dreossi, che ha riconosciuto la professionalità e la discrezione degli operatori, ma ha espresso preoccupazione per la frequenza e l’insistenza delle segnalazioni. L’Amministrazione comunale ha confermato che le denunce continuano ad arrivare, con un’insistenza che, secondo il gestore, si avvicina all’accanimento.
Segnalazioni non verificate e contesti inesistenti
Dreossi ha anche sottolineato che alcune segnalazioni non sono supportate da fatti concreti. «C’è chi sostiene che abbiamo “peggiorato la qualità della via”. Chi parla di schiamazzi notturni. Chi racconta cose che non stanno né in cielo né in terra, senza aver mai messo piede all’interno della struttura», ha detto. Queste accuse, secondo il titolare, non solo non sono fondate, ma rischiano di alimentare un clima di sospetto e di ostilità verso chi rispetta le regole. Il gestore ha anche ricordato gli investimenti fatti per migliorare la struttura, tra cui un impianto audio progettato da un tecnico del suono, con un costo di circa 35mila euro. L’obiettivo era creare un luogo in cui le esperienze siano di qualità, nel rispetto della legalità e della quiete di tutti. «Chiediamo solo di poter lavorare senza essere continuamente sotto la lente di segnalazioni strumentali e di un clima di sospetto alimentato da chi, spesso, non conosce nemmeno la realtà di ciò che accade all’interno della struttura», ha concluso. Secondo Dreossi, i controlli vanno fatti, e vanno fatti bene. Ma quando diventano un’ossessione alimentata da denunce ricorsive e da ostilità personali, smettono di essere uno strumento di legalità e diventano un peso che rischia di soffocare chi, invece, le regole le rispetta.
- Controlli a raffica al resort di San Vito
- Accanimento denunciato dal titolare
- Segnalazioni non verificate e contesti inesistenti
Il resort, dopo anni di chiusura, ha visto un progetto ambizioso e concreto, costruito con impegno e rispetto delle regole. Ma il clima di sospetto e di accanimento sembra metterlo a rischio. Il titolare, però, non intende arrendersi e continua a chiedere rispetto e equità.



