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sabato 3 Ottobre 2026

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Elezioni in Lettonia: sicurezza, tensioni e crescita dei partiti filorussi

La Lettonia torna alle urne per rinnovare il parlamento, con temi centrali come sicurezza e rapporti con la Russia.

La Lettonia torna alle urne per rinnovare il parlamento, con temi centrali come la sicurezza, i rapporti con la Russia e il sostegno all’Ucraina. Le elezioni, che si svolgono il 3 ottobre 2026, seguono mesi di tensioni politiche e preoccupazioni per possibili attacchi ibridi da parte della Russia. Circa 1,56 milioni di elettori, su una popolazione di oltre 1,8 milioni, hanno diritto di voto per scegliere i 100 membri del Saeima, il parlamento nazionale. La campagna elettorale si è concentrata soprattutto sul tema della difesa, con il premier Andris Kulbergs, leader della Lista Unita, che ha promesso un sostegno incrollabile a Kiev e un rafforzamento delle capacità di difesa contro i droni.

La sicurezza e la difesa come tema principale

La Lettonia, situata sul fianco orientale della NATO, confina con la Russia e la Bielorussia, e si trova in una posizione particolarmente esposta. Negli ultimi mesi, la preoccupazione per possibili attacchi ibridi russi ha aumentato la tensione. A maggio scorso, la situazione si è intensificata dopo lo sconfinamento di alcuni droni nello spazio aereo lettone, di cui non si è riusciti a individuare la provenienza. Questo episodio ha contribuito alla caduta del governo di centrodestra guidato da Evika Silina, e ha portato alla guida del paese da parte di Andris Kulbergs, esponente della Lista Unita. Kulbergs ha costruito gran parte della sua campagna sui temi della sicurezza e della difesa, promettendo un sostegno incrollabile all’Ucraina e un rafforzamento delle capacità lettoni di difesa.

Il Servizio di sicurezza statale lettone ha dichiarato di non aver rilevato, fino alla scorsa settimana, tentativi significativi o sistematici da parte della Russia o di altri soggetti di influenzare le elezioni a favore di un determinato partito o candidato. La NATO ha rafforzato la protezione dello spazio aereo lettone, con l’invio di quattro Eurofighter dalla Germania per circa una settimana.

Un panorama politico frammentato

Le elezioni vedono un panorama politico molto frammentato, con 14 partiti che partecipano al voto. Per ottenere seggi in parlamento, una formazione politica deve raggiungere almeno il 5% dei voti. Secondo gli ultimi sondaggi, Lista Unita, la formazione del premier Kulbergs, risulta in testa con il 14,4% tra tutti gli elettori e il 22,7% tra quelli che hanno già deciso come votare. Tuttavia, i sondaggi suggeriscono che Lista Unita potrebbe uscire dal voto indebolita, e che l’attuale coalizione di governo potrebbe non avere i numeri per essere confermata.

La crescita dei partiti filorussi rappresenta un altro aspetto rilevante. Tra questi, Potere Sovrano, espressione di una parte della numerosa minoranza russofona del paese, viene collocata al secondo posto nei sondaggi, a distanza da Lista Unita. In crescita anche Lettonia First, fondata da un magnate con alcuni legami con oligarchi russi. Il risultato di Potere Sovrano e Lettonia First potrebbe incidere sulla politica lettone nei confronti di Kiev, aumentando il numero dei deputati contrari all’invio di aiuti economici e militari all’Ucraina.

La campagna elettorale non si è concentrata soltanto sulla sicurezza, ma anche sul malcontento legato ai prezzi elevati, ai salari bassi e a un’economia descritta come stagnante. Il risultato delle elezioni potrebbe influenzare non solo la politica interna lettona, ma anche le relazioni con l’Ucraina e la Russia.

La formazione di Kulbergs potrebbe uscire indebolita dal voto.

La crescita dei partiti filorussi potrebbe influenzare le decisioni politiche.

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