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sabato 3 Ottobre 2026

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Enzo Ferrari, icona assoluta: Head e Barnard parlano del presente e del futuro della Formula 1

Head e Barnard omaggiano Enzo Ferrari, sottolineando l’importanza della sua figura e i cambiamenti nella Formula 1 moderna.

Patrick Head e John Barnard, due figure chiave della Formula 1, hanno espresso il loro omaggio a Enzo Ferrari, riconosciuto come un’icona assoluta. I due, con un passato legato alla Ferrari e a squadre di punta, hanno parlato del presente e del futuro della categoria, sottolineando come la Formula 1 di oggi sia molto diversa da quella del passato, ma non per questo meno complessa. La loro visita a Torino, in occasione della mostra “I nemici del Drake – Enzo Ferrari e le Scuderie Inglesi”, ha visto l’interesse di oltre 180 mila visitatori, un segno dell’importanza della figura di Ferrari nel mondo motorsport.

La Ferrari, un simbolo di stile di vita

Head e Barnard hanno sottolineato come la Ferrari non sia solo un team, ma rappresenti uno stile di vita italiano. “Oggi queste squadre sono così diverse dal passato, ma di sicuro c’è ancora ‘politica’ all’interno della Ferrari ed è qualcosa di molto difficile da eliminare”, ha detto Barnard. La squadra, pur essendo un’azienda, è vista come un simbolo culturale, con un’identità che va al di là del motorsport. “La Ferrari in Italia non è soltanto un team, ma rappresenta uno stile di vita”, ha aggiunto Head, sottolineando come la sua figura sia un’icona unica, difficile da superare.

Il futuro di Kimi Antonelli e la formazione dei piloti

John Barnard ha parlato del talento di Kimi Antonelli, definendolo un pilota “favoloso” con una capacità di velocità “impressionante”. “Deve costruire quella che io chiamo l’esperienza da campionato del mondo”, ha detto, sottolineando l’importanza di una formazione completa per i giovani talenti. Antonelli, pur mostrando un grande avvio, deve imparare a gestire la situazione favorevole e a non rischiare troppo. Non deve cercare di arrivare secondo e rischiare di andare a sbattere, ha aggiunto Barnard, riferendosi a una strategia che richiede maturità e controllo.

Barnard ha anche confrontato Antonelli con piloti del passato, come Alain Prost e Nigel Mansell, sottolineando come ogni pilota abbia le sue caratteristiche uniche. “Io mi trovavo molto bene e mi piaceva lavorare con Prost”, ha ricordato, mentre ha anche menzionato John Watson, il primo pilota con cui ha lavorato quando la McLaren è diventata la nuova McLaren nel 1981. “Lui mi ha davvero insegnato molto su quello che voleva che facesse la macchina”, ha detto, riconoscendo l’impatto di un pilota sulla progettazione delle vetture.

John Barnard ha espresso preoccupazioni riguardo alle regole della Formula 1 moderna, ritenendole troppo controllate. “Penso che ci sia un po’ troppo di tutto questo perché alla fine influisce sul contributo del pilota, e questo non mi piace”, ha detto, riferendosi al controllo delle batterie e dei joule per giro. Non sono contento di come sono state impostate le regole, ha aggiunto, sottolineando come queste limitino la libertà dei piloti e dei team. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che il sistema attuale è apprezzato da chi gestisce i soldi e il marketing, poiché permette un rimescolamento delle vetture nelle prime posizioni.

“E’ un mondo diverso”, ha concluso Barnard, riconoscendo che la Formula 1 di oggi è molto diversa da quella del passato. “Probabilmente non sarebbe adatto a me, non sono sicuro”, ha detto, riferendosi alla sua esperienza di progettista e alla libertà di decisioni che aveva nel passato. “AI miei tempi potevo prendere una decisione e, sostanzialmente, era fatta”, ha ricordato, sottolineando come il presente sia un contesto completamente diverso, con meno libertà e più regolamentazione.

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