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sabato 3 Ottobre 2026

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La legislatura si chiude senza legge sul fine vita, il dibattito si sposta

La legislatura si chiude senza legge sul fine vita, dibattito spostato su primarie e riforme.

La legislatura si chiude senza una legge sul fine vita, un tema che aveva suscitato interesse e dibattito ma non ha trovato spazio nei lavori finali del Parlamento. Mentre si prepara il passaggio alle elezioni, il dibattito si sposta su altre priorità, come le primarie e le riforme necessarie per il futuro del Paese. La mancanza di un provvedimento in materia ha lasciato aperto un dibattito che, per molti, è rimasto irrisolto.

Un calendario che non include il fine vita

Il Senato ha fissato un calendario dei lavori fino al 29 luglio 2027, con un ottimismo che non sembra corrispondere alla realtà. Tra decreti legge, leggi di bilancio e disegni di legge del governo, le iniziative più importanti, come la riforma della Rai e la legge sul fine vita, sono state posticipate a tempi non certo favorevoli. La legge sul fine vita, attesa in Aula il 19 gennaio del prossimo anno, dovrà attendere che la Commissione abbia concluso i suoi lavori, fermi da prima dell’estate.

La legge sul fine vita, che aveva trovato sostegno in alcune forze politiche, non è riuscita a trovare un posto stabile nel programma di lavoro del Parlamento. Anche se la corrente liberale di Forza Italia ha espresso l’intenzione di inserirla nel programma per le prossime elezioni del centrodestra, il dibattito sembra essere rimandato a un momento in cui il tema non sarà più prioritario.

Roberto Occhiuto ha dichiarato di apprezzare la legge sulle unioni civili con soli dieci anni di ritardo.

La situazione della Rai rimane critica

La situazione del consiglio di amministrazione della Rai, ancora presieduto dal consigliere anziano, rimane un problema non risolto. La legge sulla governance della Rai, che avrebbe il vantaggio di far decadere il consiglio in carica dopo trenta giorni, è prevista per essere esaminata al Senato a partire dal 24 novembre. Tuttavia, la legge non soddisfa le condizioni di autonomia necessarie per i nuovi amministratori. La legge avrebbe, però, il vantaggio di far decadere dopo trenta giorni il consiglio di amministrazione della Rai in carica e di procedere al suo rinnovo. Nessun consiglio di amministrazione eletto con la nuova, imperfetta, legge, potrà mai essere peggiore dell’attuale. La legge sulla Rai, stabilita in Commissione, non soddisfa le condizioni di autonomia dal governo dei nuovi amministratori.

Le opposizioni si dividono, ma non protestano in modo significativo.

La mancanza di una legge sul fine vita ha lasciato un vuoto nel dibattito politico, che si è spostato su altre questioni. Le opposizioni, pur avendo espresso la volontà di giungere a una soluzione, non hanno protestato in modo significativo. Al contrario, la corrente liberale di Forza Italia ha scelto di concentrarsi su altre iniziative, come l’inserimento della legge nel programma elettorale. La situazione sembra essere rimandata a un momento in cui il tema non sarà più prioritario. La campagna elettorale si avvicina, e con essa si profila un dibattito che potrebbe non includere il fine vita. Mentre si discute di primarie e di riforme, la legge sul fine vita rimane un tema non risolto, lasciando aperto un dibattito che, per molti, è rimasto irrisolto.

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