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sabato 3 Ottobre 2026

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Lavoro e scuola

Roberta Cocco: L’AI arriva dopo il nostro pensiero, non prima

Roberta Cocco, ex Microsoft e assessora digitale, spiega come l’AI non sostituisce l’intelligenza umana.

Roberta Cocco, ex dipendente di Microsoft, assessora alla Trasformazione Digitale al Comune di Milano e consulente del ministro Colao durante il Governo Draghi, ha rivelato in una recente intervista come l’intelligenza artificiale non sostituisca l’intelligenza umana, ma arrivi sempre dopo il nostro pensiero. La sua esperienza, raccolta nel libro Le competenze come infrastruttura del futuro, edito da Egea, offre una prospettiva unica sul ruolo delle competenze umane nell’era digitale. Cocco, docente in SDA Bocconi School of Management e LIUC, ha sottolineato come l’AI non debba essere vista come un sostituto, ma come un strumento che richiede una gestione attenta e consapevole.

Da Microsoft alla PA: una carriera fatta di sperimentazione

Roberta Cocco ha iniziato la sua carriera in Microsoft nel 1991, quando si sentiva inadeguata a causa della sua formazione umanistica. Dopo un diploma scientifico, si è trovata a lavorare come stagista in un ambiente tecnologico di alto livello. Con il tempo, ha imparato a leggere la tecnologia attraverso le persone e i loro bisogni, accumulando competenze che le hanno permesso di affrontare i cambiamenti del mondo digitale. Dopo più di vent’anni in Microsoft, ha ricoperto ruoli di rilievo nella pubblica amministrazione, tra cui l’assessorato alla Trasformazione Digitale del Comune di Milano. Oggi, è una docente universitaria e autrice di un libro che esplora le sfide e le opportunità del lavoro contemporaneo.

La tecnologia non sostituisce l’intelligenza umana

Secondo Cocco, l’AI non deve essere vista come un nemico, ma come un strumento che richiede una gestione attenta. «Non possiamo competere con l’AI, ma non possiamo permetterci di delegare a lei il nostro giudizio», ha affermato. L’autrice ha sottolineato come la tecnologia, pur essendo potente e veloce, non possa sostituire le competenze umane. «Più la tecnologia diventa accessibile, più diventano importanti le competenze umane», ha spiegato. L’importanza di saper fare domande giuste, di gestire il contesto e di correggere le risposte fornite dall’AI è cruciale per un utilizzo responsabile.

La ricetta vincente sul lavoro, secondo Cocco, è la capacità di sperimentare, anche con la tecnologia. «Non sentitevi mai mancanti in qualcosa», ha detto, rivolgendosi alle donne. «Sperimentate, anche con la tecnologia. Purtroppo a volte facciamo un passo indietro perché non ci sentiamo all’altezza». L’autrice ha anche sottolineato l’importanza di accompagnare i giovani nell’utilizzo del digitale, come si fa con i bambini quando attraversano la strada. «Non dobbiamo delegare la responsabilità alla tecnologia, ma dobbiamo affiancarli», ha concluso.

Un futuro in cui le competenze umane contano sempre di più

Con l’accelerazione dell’intelligenza artificiale, Cocco ha sottolineato come si sia reso evidente quanto sia importante la regolamentazione. «Solo ora con l’accelerazione dell’intelligenza artificiale ci siamo resi conto di quanto sia importante la regolamentazione», ha detto. L’autrice ha anche parlato del ruolo della scuola nel futuro, sottolineando che non si tratta solo di insegnare a usare le tecnologie, ma di insegnare a fare domande, a lavorare insieme e a sviluppare competenze trasversali. «La scuola non è “pongo un quesito e ottengo una risposta”», ha spiegato.

Roberta Cocco, con la sua esperienza in Microsoft e nella pubblica amministrazione, ha messo in luce come le competenze umane siano sempre più importanti nell’era dell’AI. Il suo libro, Le competenze come infrastruttura del futuro, rappresenta un invito a non delegare la responsabilità alla tecnologia, ma a saperla utilizzare con intelligenza e consapevolezza. La sua voce, forte e incoraggiante, è un invito a non sentirci mai mancanti, ma a sperimentare e a crescere con la tecnologia, come si fa con i bambini quando imparano a camminare.

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