La sanità pugliese si trova in una situazione di grave tensione, con il piano assunzionale regionale che sembra ignorare le esigenze del personale infermieristico e dei reparti. La delibera approvata il 30 settembre stanzia oltre 66 milioni di euro, ma riserva solo 42 posti al personale infermieristico, un numero estremamente basso rispetto al fabbisogno. L’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) ha espresso preoccupazione, denunciando un sbilanciamento verso i medici e un rischio di paralisi per l’assistenza territoriale e i nuovi nosocomi.
Un piano assunzionale in bilico tra promesse e realtà
La manovra regionale autorizza 1.022 ingressi, di cui 753 finanziati dal Fondo sanitario nazionale per oltre 66 milioni di euro e 259 legati a fondi vincolati PNES e PNRR. Tuttavia, per il territorio tarantino, la manovra certifica un divario insostenibile tra annunci e corsie. Il presidente dell’OPI Taranto, Pierpaolo Volpe, ha sottolineato come la ripartizione dei 753 posti ordinari sia sbilanciata su 480 dirigenti medici e ridotta al minimo per l’assistenza: appena 42 infermieri, 19 operatori socio-sanitari (OSS), 129 unità sanitarie e 57 tecnici tra laboratorio e radiologia.
La situazione per Taranto è particolarmente critica, con previsioni di 182 infermieri per presidi ed emergenza-urgenza, a cui aggiungere circa 184 figure per l’assistenza territoriale di famiglia e comunità fissata dal Decreto Ministeriale 77 del 2022, oltre al personale per Centrali Operative Territoriali e Ospedali di Comunità. Pesa soprattutto l’ipoteca sul nuovo ospedale San Cataldo, la cui apertura richiede oltre 630 infermieri aggiuntivi rispetto all’organico odierno.
Un sistema in crisi e una richiesta di intervento urgente
Volpe ha ricordato i concorsi regionali che programmavano mille infermieri e mille OSS, ma oggi si parla di una vera e propria sforbiciata alle assunzioni. “Più che di un Piano assunzionale oggi dovremmo parlare di una vera e propria sforbiciata alle assunzioni nella sanità pugliese: un taglio netto rispetto alle procedure e alle assunzioni già autorizzate dalla precedente Giunta”, ha denunciato. L’Ordine professionale ha sollecitato un piano straordinario affinché Taranto non rimanga una provincia di serie B.
Il diritto alla salute non si garantisce soltanto costruendo nuovi ospedali: servono medici, infermieri, OSS, tecnici e tutto il personale necessario per farli funzionare. La situazione della sanità pugliese appare in bilico tra promesse e realtà. Mentre si parla di nuovi ospedali e investimenti, il personale necessario per garantire l’assistenza non è stato adeguatamente previsto. L’OPI ha espresso preoccupazione per l’impatto su reparti e nuove strutture, con un rischio concreto di paralisi per l’assistenza territoriale. La mancanza di infermieri e di altre figure professionali potrebbe compromettere non solo la qualità dei servizi, ma anche la sicurezza dei pazienti. La situazione richiede un intervento urgente, non solo per garantire il diritto alla salute, ma anche per evitare che la sanità pugliese si trovi in una condizione di crisi persistente.



