Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

domenica 4 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cultura

Architettura e territorio: Messina propone due giorni di confronto tra città, mare e innovazione

Messina organizza due giorni di eventi sull’architettura, tra città, mare e nuovi progetti, con focus su trasformazione urbana e paesaggi fluviali.

Due giorni di dibattito e confronto sull’architettura e il territorio si terranno a Messina il 9 e il 12 ottobre, con l’obiettivo di mettere al centro il rapporto tra progettazione e trasformazione dei luoghi. L’evento, organizzato dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Messina, si svolgerà in due luoghi distinti: la Sala della Borsa della Camera di Commercio e le acque dello Stretto di Messina, attraversato a bordo della nave Pietro Mondello. L’idea è quella di far uscire l’architettura dagli studi professionali e di farla confrontare con la città, il paesaggio e i luoghi di confine.

Conversazioni territoriali e mostra degli studi messinesi

Il primo appuntamento, fissato per giovedì 9 ottobre, prevede la rassegna “Conversazioni territoriali” e la mostra degli studi messinesi. Al centro dell’iniziativa sarà il lavoro dell’architetta Giulia de Appolonia, insieme allo studio AM3 Architetti Associati. De Appolonia, formatasi a Lisbona e con esperienze in Portogallo, oggi lavora a Brescia e si concentra sul rapporto tra architettura e contesto, con particolare attenzione alla luce, ai materiali e alla capacità degli interventi pubblici di produrre nuove relazioni all’interno degli spazi urbani. Negli spazi della Sala della Borsa verrà allestita una mostra collettiva nell’ambito di “Open Studi Aperti”, iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. Gli iscritti all’Ordine degli Architetti di Messina potranno presentare i propri progetti e raccontare al pubblico il modo in cui interpretano il mestiere, attraverso un confronto tra esperienze e linguaggi differenti. L’iniziativa punta a rendere più visibile il lavoro degli studi professionali e il ruolo che l’architettura può avere nella trasformazione dei luoghi.

La mostra rappresenta un’occasione per far emergere il contributo degli architetti locali al dibattito nazionale.

La lezione sullo Stretto e il ruolo del mare

Il secondo appuntamento, in programma il 12 ottobre, sposterà il confronto direttamente sullo Stretto di Messina. Durante la traversata tra la Sicilia e la Calabria a bordo della nave Pietro Mondello, sarà presentata la mostra “Oltre il fronte 2026”, nata dalla call for projects promossa da Expo Arte dei Due Mari e patrocinata dall’Ordine degli Architetti. La scelta dello Stretto diventa parte integrante del tema dell’iniziativa: durante la navigazione l’architetta Guendalina Salimei terrà una lectio magistralis dedicata al rapporto tra terra e mare e al concetto di confine.

Salimei, docente alla Sapienza di Roma e fondatrice di T-Studio, ha concentrato parte della propria attività sulla trasformazione dei territori marginali e sulla rigenerazione urbana. Tra i suoi interventi figura il progetto di riqualificazione del complesso del Corviale a Roma. La sua ricerca comprende inoltre il rapporto tra architettura e paesaggi fluviali e marittimi, un tema approfondito anche attraverso il ruolo di curatrice del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia.

La lezione sullo Stretto rappresenta un momento di riflessione su come l’architettura possa interagire con il paesaggio marittimo.

Per l’Ordine messinese, i due appuntamenti rappresentano quindi altrettante occasioni per affrontare l’architettura non soltanto come disciplina progettuale, ma come strumento attraverso cui leggere e trasformare i territori: prima dentro la città, attraverso il confronto tra professionisti e studi, poi direttamente sullo Stretto, dove il confine tra terra e mare diventa lo scenario della riflessione.

Leggi anche