Una badante di origini venezuelane, accusata di abuso di posizione, è stata condannata a restituire due appartamenti e conti correnti a tre nipoti di un’anziana deceduta a Torino. Il testamento olografo, che aveva nominato la donna unica erede, è stato dichiarato nullo per incapacità della nonna, che durante la redazione del documento era in condizioni di salute tali da non poter esprimere consapevolmente la propria volontà. La sentenza, emessa dal giudice Simona Gambacorta, ha confermato l’invalidità del testamento e ha stabilito l’obbligo per la badante di restituire i beni ai nipoti, oltre a pagare circa 6mila euro di spese legali.
Condanna per circonvenzione di incapace
La vicenda, iniziata dopo la morte dell’anziana, ha visto nascere un procedimento penale che nel 2022 ha portato alla condanna della badante per circonvenzione di incapace. La donna, che aveva lavorato nell’abitazione della nonna per oltre cinque anni, era stata accusata di ostacolare i rapporti tra la zia e i nipoti, permettendo loro di incontrarla soltanto in rare occasioni. I nipoti avevano notato una situazione preoccupante e avevano deciso di rivolgersi alla giustizia, contestando la validità del testamento.
Testamento annullato per condizioni di salute
La decisione di annullare il testamento è arrivata dopo un’indagine approfondita, che ha confermato le condizioni di salute della nonna. L’anziana, vedova e senza figli, soffriva di diverse patologie fisiche e psichiatriche, tra cui una grave forma di depressione. Gli accertamenti medici e le testimonianze hanno indicato una patologia neuropsichiatrica che ne limitava la capacità di intendere e di volere, accompagnata da una forte vulnerabilità emotiva e affettiva. Vicini e familiari avevano descritto una situazione di isolamento sociale e degrado delle condizioni personali e dell’abitazione. La Corte d’Appello di Torino, nel 2024, aveva dichiarato non procedere per l’intervenuta prescrizione del reato, ma le statuizioni civili rimasero ferme. La condanna civile, successivamente diventata definitiva, ha stabilito che la badante aveva agito in modo illecito, con conseguenze legali e materiali per i nipoti. La sentenza ha riconosciuto i tre nipoti come eredi legittimi e ha stabilito l’obbligo di restituire i beni.
Un caso che ha scosso la comunità
La vicenda ha suscitato interesse e preoccupazione nella comunità di Torino, dove la situazione di isolamento e degrado delle condizioni della nonna era stata segnalata da vicini e familiari. La sentenza ha messo in luce l’importanza di controllare la validità dei testamenti in casi di patologie gravi, e ha confermato che la condotta della badante era stata in contrasto con i diritti dei familiari. La decisione del giudice ha chiuso, almeno sul fronte civile, una lunga vicenda che ha visto la giustizia intervenire per ripristinare l’equità.
La sentenza, definitiva e senza appello, ha stabilito che la badante non aveva diritti su beni ereditari, e che i nipoti avevano il diritto di riconquistare i loro diritti. La vicenda, che ha visto la partecipazione di diversi organismi giudiziari, ha messo in luce la complessità delle relazioni tra badanti e anziani, e l’importanza di una supervisione attenta per evitare abusi di posizione.



