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domenica 4 Ottobre 2026

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Esteri

Ecomafia: Viterbo supera Napoli, Roma e Milano per incendi illegali

Viterbo si colloca al 20esimo posto nazionale per incendi illegali, superando altre grandi città.

La provincia di Viterbo si colloca al 20esimo posto in Italia per numero di incendi illegali, superando altre grandi città come Napoli, Roma e Milano, secondo il rapporto Ecomafia di Legambiente. Nel 2025 sono stati registrati 39 reati legati agli incendi, un dato che colloca la Tuscia al di sopra di province molto più popolose. La situazione si colloca in un contesto regionale in cui il Lazio è la quinta regione italiana per numero di ecoreati, alle spalle delle regioni tradizionalmente associate alla presenza mafiosa.

Un quadro di reati ambientali in crescita

Nel 2025, il Lazio ha registrato 2mila 358 reati ambientali, in calo rispetto ai 2mila 654 dell’anno precedente. Tuttavia, il numero di incendi illegali rimane preoccupante, con 254 casi complessivamente registrati. La provincia di Roma, pur essendo la più colpita, ha registrato 260 casi, seguita da Latina, Rieti e Viterbo. La Tuscia, con 16 incendi, si colloca al 20esimo posto nazionale, superando altre città di grande rilevanza.

La Tuscia si distingue per la sua posizione nella classifica nazionale.

Il rapporto di Legambiente sottolinea come il Lazio sia la quarta regione italiana per smaltimento illecito dei rifiuti, con 859 reati registrati. La provincia di Roma, con 347 casi, è la più colpita, seguita da Latina, Frosinone e Viterbo. Il ciclo illegale dei rifiuti rappresenta un tema cruciale, con 59 reati registrati nella Tuscia, che la colloca al 54esimo posto nazionale.

Un problema che coinvolge anche la fauna

Non solo gli incendi, ma anche i reati contro la fauna rappresentano un problema nella Tuscia. Nel 2025, sono stati registrati 16 reati in provincia di Viterbo, che la colloca al 78esimo posto in Italia. La regione, nel complesso, ha registrato 398 reati contro gli animali, con la provincia di Roma che ne ha registrati 260. Questi dati evidenziano una situazione di grave degrado ambientale.

Legambiente chiede interventi urgenti per contrastare l’ecomafia.

Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, ha dichiarato che la piaga dell’ecomafia rimane fortissima nel Lazio, con numeri che lasciano la regione tra le peggiori. L’attenzione è rivolta soprattutto al smaltimento illecito dei rifiuti e all’abusivismo edilizio, che continuano a infliggere ferite profonde sui territori e sulle comunità locali. Scacchi ha sottolineato l’importanza di fermare il moltiplicarsi delle discariche abusive e di realizzare impianti per lo smaltimento corretto delle frazioni differenziate.

Un impegno concreto per un Lazio libero dall’ecomafia

Legambiente ha sottolineato l’enorme impegno delle forze dell’ordine nel contrastare l’ecomafia, ma ha anche espresso preoccupazione per la lontananza dell’obiettivo di un Lazio libero da questo fenomeno. Il rapporto ha evidenziato che tra il 2013 e l’aprile 2026 nel Lazio sono stati registrati 162 incendi negli impianti di trattamento dei rifiuti, una media di oltre 13 impianti andati a fuoco ogni anno.

  • 2mila 358 reati ambientali nel Lazio nel 2025
  • 254 incendi illegali registrati
  • 16 incendi nella Tuscia
  • 39 reati legati agli incendi
  • 2mila 140 persone denunciate
  • 511 sequestri effettuati

La situazione richiede un impegno concreto e una politica di contrasto efficace, che possa portare a un miglioramento significativo nel rispetto dell’ambiente e nella tutela dei territori. La Tuscia, con i suoi dati, rappresenta un caso di allarme che richiede attenzione e interventi mirati.

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