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domenica 4 Ottobre 2026

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Elezioni in Bosnia-Erzegovina, 7mila candidati per il rinnovo delle istituzioni

Elezioni in Bosnia-Erzegovina: 7mila candidati per il rinnovo delle istituzioni, 3,4 milioni di elettori.

La Bosnia-Erzegovina ha svolto oggi le elezioni generali, in una consultazione che ha visto coinvolgere 3.408.517 elettori registrati e che ha rinnovato contemporaneamente la Presidenza tripartita dello Stato, il Parlamento centrale e le principali istituzioni delle due entità che compongono il Paese, la Federazione di Bosnia-Erzegovina e la Republika Srpska. Il voto si è svolto in un contesto di attesa per i primi risultati, che saranno resi noti dopo la chiusura dei seggi, mentre il nuovo sistema tecnologico di identificazione e conteggio è stato utilizzato per la prima volta in una consultazione nazionale.

Un sistema elettorale complesso e un’alta partecipazione

Le elezioni hanno visto la partecipazione di 7.028 candidati certificati, con 518 cariche elettive in palio. I seggi sono stati aperti dalle 7 alle 19, e per la prima volta sono stati utilizzati sistemi di identificazione biometrica degli elettori, scanner per le schede e una trasmissione rapida dei risultati. La Presidenza nazionale è composta da tre membri, uno bosgnacco (bosniaco musulmano), uno croato e uno serbo, eletti separatamente secondo il complesso sistema istituzionale stabilito dagli accordi di Dayton del 1995. La partecipazione elettorale è un elemento chiave per il rinnovo delle istituzioni. La consultazione ha visto un elevato numero di candidati, con un sistema elettorale che richiede un’alta organizzazione e una partecipazione attiva da parte dei cittadini.

Le sfide elettorali in entità e regioni

Per il seggio bosgnacco la sfida principale vede il presidente uscente Denis Becirovic, esponente socialdemocratico, confrontarsi con Bakir Izetbegovic del Partito d’Azione Democratica (SDA), Semir Efendic e Fahrudin Radoncic. Per il seggio croato tra i nomi principali figura Darijana Filipovic dell’Unione Democratica Croata della Bosnia-Erzegovina (HDZ BiH), mentre per quello serbo il principale partito della Republika Srpska, Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti (SNSD), candida la presidente uscente della Republika Srpska Zeljka Cvijanovic.

Nella Republika Srpska il confronto politico è fortemente legato alla figura di Milorad Dodik, leader dell’SNSD, che non può candidarsi dopo una condanna e l’interdizione dai pubblici incarichi, ma continua a esercitare una forte influenza sul partito. Per la presidenza dell’entità serba il candidato dell’SNSD è il premier uscente Savo Minic, mentre l’opposizione presenta Branko Blanusa del Partito democratico serbo. La figura di Dodik rimane un punto di riferimento per il partito SNSD. Nonostante non possa candidarsi, il suo ruolo politico è rilevante per il contesto elettorale della Republika Srpska.

La consultazione elettorale bosniaca è osservata dall’Osce, che ha dispiegato una missione internazionale incaricata di monitorare il voto, mentre circa 30mila osservatori sono stati accreditati complessivamente. Nell’ultimo sondaggio disponibile prima del silenzio elettorale, un’indagine online di Depo Puls condotta tra 3.678 partecipanti nella Federazione indicava Becirovic al 47,4%, Izetbegovic al 20,9%, Efendic al 20,6% e Radoncic all’11,1%; si tratta però di un sondaggio non rappresentativo dell’intero elettorato e non direttamente confrontabile con le rilevazioni nazionali. Il voto ha segnato un momento cruciale per il rinnovo delle istituzioni in un Paese che, nonostante le complessità storiche e politiche, cerca di consolidare la sua democrazia attraverso processi elettorali sempre più strutturati e trasparenti.

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