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domenica 4 Ottobre 2026

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Salute

Medici abbandonano la sanità pubblica per il privato, il lavoro non è più svolgibile in maniera completa

Medici abbandonano la sanità pubblica per il privato, il lavoro non è più svolgibile in maniera completa

Un medico con 35 anni di esperienza ha lasciato la sanità pubblica per il settore privato, ritenendo che in ospedale non fosse più possibile svolgere il proprio lavoro in maniera completa. Il dottor Pasquale Tarantini, che ha scelto di trasferirsi da una struttura periferica a Bari, ha individuato in questa situazione uno dei motivi principali della sua decisione. La sanità pubblica, a suo parere, soffre di organizzazione obsoleta, mancanza di posti letto, interventi rinviati e un sistema che non permette di garantire cure adeguate. Questi problemi, secondo il medico, si riflettono in una fuga di professionisti, con 308 dimissioni solo nel 2025.

La sanità pubblica non è più in grado di garantire cure complete

Il dottor Tarantini ha spiegato che in ospedale si registrano problemi in sala operatoria e nei reparti, con un livello di organizzazione che non permette di svolgere il lavoro in modo efficiente. I pronto soccorso sono intasati, le sale operatorie sovraffollate e i turni estremamente impegnativi. Inoltre, pesano le retribuzioni rispetto all’estero e il rischio di procedimenti penali in caso di eventi avversi. Questi fattori, secondo il medico, spingono molti colleghi a cercare opportunità all’estero, dove la remunerazione e le condizioni di lavoro sono migliori.

La fuga dei medici ha conseguenze dirette sulla sanità pubblica

La mancanza di opportunità di carriera e di ricerca spinge soprattutto i giovani a cercare alternative all’estero. L’Italia, a detta del medico, offre pochissime possibilità di inserirsi, progredire e fare ricerca. Molti professionisti, quindi, scelgono di andare in Paesi come Londra, Parigi o negli Stati Uniti, dove entusiasmo e capacità vengono accolti. In Italia, invece, pesano le raccomandazioni politiche e la mancanza di un sistema che permetta di sviluppare una carriera stabile.

Il privato offre maggiore organizzazione e possibilità di carriera

Il passaggio al settore privato, per il dottor Tarantini, ha rappresentato una scelta umana e professionale. Nella sua nuova struttura, ha potuto diventare responsabile e seguire interventi di maggiore complessità, con accesso a tutte le specialità chirurgiche. Inoltre, il privato è più organizzato: sei sale operatorie lavorano dalla mattina alla sera, permettendo di effettuare cinque o sei interventi di media chirurgia in sei ore. Nel pubblico, invece, si registrano interruzioni frequenti, come la mancanza di personale o l’assenza di attrezzature. La sanità pubblica, però, non è in grado di garantire cure per patologie anche di livello medio-basso, come l’ernia inguinale. Per queste condizioni, i pazienti si trovano a dover attendere anni per essere chiamati, con un rischio di non ricevere alcun intervento. Il dottor Tarantini ha sottolineato che c’è una fuga dal pubblico perché alcuni interventi non vengono più svolti, spostando la responsabilità al settore privato.

Le condizioni di lavoro e le retribuzioni spingono i medici a lasciare

La sanità pubblica, inoltre, soffre di un deficit economico che si riflette in una gestione delle risorse non efficiente. Il dottor Tarantini ha sottolineato che ci sono dispersioni di denaro pubblico, associate a una disorganizzazione che crea ulteriore disservizio. Nonostante le 480 assunzioni annunciate dalla Regione, il sindacato Anaao ritiene insufficienti, con un’efficacia limitata a causa dei vincoli economici e delle difficoltà organizzative.

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