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lunedì 5 Ottobre 2026

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Teenager USA vendono armi ai cartelli messicani attraverso chat cifrate

Adolescenti statunitensi vendono armi ai cartelli messicani via chat, dati ATF e NYT.

Teenager statunitensi, appena maggiorenni, vendono armi ai cartelli messicani attraverso chat cifrate su Telegram e WhatsApp, come rivelato da un reportage del New York Times e confermato da dati dell’Atf. I ragazzi, tra i 16 e i 19 anni, operano in Arizona, vicino al confine con il Messico, e si spostano nel deserto di Sonora per vendere fucili e pistole a uomini dei cartelli. La vicinanza al Messico, la presenza di emissari criminali e la promessa di guadagni rapidi spingono questi giovani a entrare nel traffico d’armi, alimentato da soldi facili, prestigio e senso di appartenenza.

Un fenomeno in crescita tra i giovani

Secondo i dati dell’Atf, tra il 2017 e il 2021, su oltre 11 mila trafficanti di cui è stata accertata l’età, circa un terzo aveva meno di 25 anni e il 5% meno di 17. I ragazzi, spesso studenti o ex studenti delle scuole superiori, raccontano di vendere armi al miglior offerente, senza appartenere a un’organizzazione specifica. “Dopo la prima vendita di un’arma ho pensato: ecco, sono a posto”, dice un diciottenne, El Flaco, citato dal NYT. “Non voglio essere povero, e perche’ dovrei esserlo se ho trovato un modo per non esserlo?”

Chat cifrate e reti criminali

Le applicazioni di messaggistica cifrata accelerano il fenomeno, permettendo ai giovani di coordinarsi e vendere armi in modo anonimo. Il New York Times ha seguito a Phoenix quattro ragazzi coinvolti nel traffico, osservando in tempo reale compravendite attraverso chat su WhatsApp e canali Telegram. I ragazzi, che spesso fumano marijuana e scorrono i social, ammettono di rubare armi in alcuni casi. “Per i giovani, purtroppo, questa e’ un’opportunità per fare soldi velocemente, come lo sarebbe commettere altri tipi di reato”, spiega A.J. Gibes, responsabile della divisione di Phoenix dell’Atf.

Secondo esperti e funzionari statunitensi, i gruppi criminali messicani ricorrono sempre più spesso a adolescenti e giovani negli Stati di confine come l’Arizona, considerandoli “usa e getta”. “Le organizzazioni criminali prendono di mira chi possono influenzare più facilmente”, afferma Gibes. Jason Red, ex agente di Homeland Security Investigations, conferma che ogni caso con più persone coinvolte da lui seguito comprendeva almeno un adolescente, spesso uno studente delle superiori. “I cartelli usano chiunque possano”, osserva. “Per loro sono acquirenti usa e getta. Gli adolescenti non riflettono molto sulle conseguenze complessive”. La situazione, purtroppo, non mostra segni di rallentamento. I giovani, spinti da soldi e prestigio, continuano a entrare nel traffico d’armi, alimentando una rete che si espande sempre di più lungo il confine tra Arizona e Messico. La complessità del fenomeno richiede interventi mirati e una maggiore collaborazione tra le autorità locali e federali per contrastare questa forma di criminalità giovanile.

  • Teenager USA vendono armi ai cartelli messicani via chat
  • Dati ATF: un terzo dei trafficanti ha meno di 25 anni
  • Applicazioni cifrate accelerano il fenomeno

La vicinanza al Messico, la presenza di emissari dei cartelli e la prospettiva di guadagni rapidi favoriscono queste reti, mentre le applicazioni di messaggistica cifrata accelerano il fenomeno. I ragazzi, che spesso fumano marijuana e scorrono i social, ammettono di rubare armi in alcuni casi. La promessa di soldi facili, prestigio e senso di appartenenza alimenta questa attività, che coinvolge sempre più adolescenti e giovani negli Stati Uniti.

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