L’Italia, con 14,8 milioni di over 65, rappresenta il Paese più anziano dell’Unione europea. Tuttavia, il rischio per gli anziani che vivono da soli non è solo esterno, ma si manifesta anche all’interno delle loro case. L’indagine di Altroconsumo, commissionata da Sector Alarm, ha evidenziato che solo l’11% delle famiglie utilizza dispositivi per monitorare a distanza i propri cari. Un dato che sottolinea una cultura della sicurezza ancora lontana, nonostante i rischi concreti che i più anziani corrono.
Emergenze domestiche e mancanza di dispositivi
Secondo l’indagine, quasi due famiglie su tre (64%) con almeno un parente stretto over 65 che vive autonomamente hanno affrontato un’emergenza domestica negli ultimi cinque anni. Tra i rischi più frequenti, si registrano cadute e malori, che colpiscono non solo il fisico, ma anche la sfera psicologica degli anziani. In oltre quattro casi su dieci l’impatto fisico è stato da moderato a molto grave, e in più di tre su dieci le ripercussioni sono state anche psicologiche.
La mancanza di dispositivi di monitoraggio rimane un problema diffuso.
Nonostante i rischi siano concreti, l’approccio alla gestione e alla cura dell’anziano rimane invariato, con visite (46%) e messaggi o chiamate (68%). Tuttavia, non sempre è possibile recarsi frequentemente a casa del parente, soprattutto a causa delle famiglie sempre più piccole. Per l’Istat, oltre un terzo (37,1%) delle famiglie è composto da una sola persona, contro circa un quarto di vent’anni fa.
La cultura della sicurezza e le resistenze
Secondo l’indagine, l’ostacolo principale che blocca l’uso di dispositivi di sicurezza non è tanto economico quanto culturale. Il 43% delle famiglie ritiene di non averne bisogno, mentre il 21% indica un vincolo di spesa. Ciò che pesa di più, però, è l’esperienza diretta: chi ha vissuto un’emergenza si dichiara molto o totalmente preoccupato molto più spesso di chi non ne ha vissuta alcuna (17% contro 11%). Inoltre, ha una propensione nettamente più spiccata ad affidarsi ad un sistema di allarme collegato ad una centrale per l’aiuto in caso di emergenza (15% contro 8%).
La cultura della sicurezza deve cambiare per proteggere gli anziani.
La sfida, più che tecnologica, appare dunque culturale: capire che indipendenza e sicurezza non si escludono a vicenda, e che possono anzi rafforzarsi. Permettere agli anziani di vivere più a lungo in autonomia e ai familiari di affrontare con più serenità il proprio ruolo di cura. L’Italia, pur essendo il Paese più anziano dell’Unione europea, non è un Paese “non per vecchi”, ma un Paese che deve ancora imparare a prendersene cura senza togliere loro l’autonomia.



