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lunedì 5 Ottobre 2026

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Area a caldo spenta, Bitetti e parlamentari chiedono al Governo risposte immediate per Taranto

Taranto chiede al Governo risposte immediate dopo l’ordinanza di Milano che spegne l’area a caldo. Bitetti e parlamentari sollecitano un piano di riconversione.

La Corte d’Appello di Milano ha reso definitiva l’ordinanza che impone lo spegnimento degli altoforni dell’area a caldo entro fine ottobre, chiudendo ogni margine di rinvio e spingendo i rappresentanti istituzionali del territorio a pretendere scelte immediate da Palazzo Chigi. Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, insieme a parlamentari, consiglieri regionali e comunali, ha sollecitato il Governo a rompere il silenzio e varare un piano di riconversione che tenga conto della salute dei cittadini, della tutela dei lavoratori e delle bonifiche necessarie per il futuro del territorio.

Un piano di riconversione per il futuro di Taranto

Bitetti ha sottolineato che Roma deve garantire risorse adeguate e convocare un tavolo interministeriale direttamente nel capoluogo ionico, “affinché sia chiaro che le decisioni si prendono qui”. Il messaggio è stato ribadito dal senatore Mario Turco (M5S), che ha chiesto a Giorgia Meloni e Adolfo Urso di uscire dall’inerzia e adottare una scelta politica chiara. Il governo deve fornire risposte ai tarantini e andare in direzione della riconversione economica e sociale. La consigliera regionale pugliese del Movimento 5 Stelle, Annagrazia Angolano, ha sottolineato che il verdetto milanese impone di superare la monocultura dell’acciaio. “I tarantini non possono continuare a scegliere tra salute e lavoro, neanche più garantito, visto l’attuale numero di cassintegrati”, ha detto Angolano. La priorità, per lei, è un piano di riconversione che possa partire immediatamente dopo la chiusura dell’area a caldo, iniziando dalle bonifiche e con tempi certi, risorse adeguate e salvaguardando i livelli occupazionali.

Un’alternativa per la riconversione senza traumi sociali

Il consigliere comunale Antonio Lenti (Avs) ha riconosciuto il ruolo dell’associazione Genitori Tarantini e dei legali civili nella battaglia giudiziaria. In vista dell’udienza del 20 ottobre in Cassazione, Lenti ha invocato una legge speciale per Taranto, suggerendo l’istituzione di una “No Tax area” per attrarre investimenti non inquinanti e lo sblocco dell’eolico off-shore. Ha bocciato opzioni come rigassificatori, forni elettrici, DRI o nucleare, e ha chiesto per gli operai prepensionamenti e incentivi all’esodo per governare lo smantellamento senza traumi sociali.

La situazione di Taranto, come ha ricordato Bitetti, è diventata sempre più urgente. “Siamo di fronte all’ennesima sentenza che, come tutte le altre, rispettiamo. Ma l’esigenza che questo rispetto venga riconosciuto alla città, diviene contestualmente sempre più urgente”, ha detto il primo cittadino. La città ha già pagato un prezzo altissimo, e ora è il momento delle scelte coraggiose. Il Governo, a detta dei rappresentanti locali, deve fornire risposte concrete e immediate per il futuro economico e sociale del territorio.

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