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lunedì 5 Ottobre 2026

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Il Piano di assetto del territorio di Verona incontra resistenze ma la maggioranza procede

Il Piano di assetto del territorio di Verona incontra resistenze ma la maggioranza procede

Il Piano di assetto del territorio (Pat) di Verona continua a suscitare divisioni tra le forze politiche locali, con particolare tensione nelle circoscrizioni. Mentre la maggioranza comunale si muove verso l’approvazione del documento, alcune circoscrizioni hanno espresso pareri contrari, con la Quinta che ha respinto il piano. La discussione si concentra soprattutto sulle aree di Verona Sud, dove le scelte urbanistiche sono viste come decisive per la qualità della vita dei cittadini.

Divisioni politiche e pareri contrastanti

La Quinta Circoscrizione ha espresso un parere negativo sul Pat, mentre la Prima e la Sesta hanno dato il loro sostegno. Il voto contrario ha suscitato reazioni da parte di esponenti dell’opposizione, che accusano il centrodestra di aver respinto iniziative che incidono direttamente sulla vita quotidiana nei quartieri. «La destra ha messo la bandierina di partito davanti ai suoi cittadini», ha affermato il capogruppo Davide Cremoni della Lista Tommasi, sottolineando come il voto contrario rappresenti una sconfessione della stessa storia politica della coalizione di opposizione.

La Lista Tommasi, pur esprimendo critiche, ha ribadito il sostegno al piano per quanto riguarda la progettazione della strada di bordo, prevista per deviare il traffico pesante dalle strade di Borgo Roma, e per le misure dedicate al potenziamento del trasporto pubblico e al miglioramento della sicurezza di pedoni e ciclisti. Cremoni ha rivendicato l’impostazione del piano, orientata verso un minor consumo di suolo, maggiore dotazione di aree verdi, incremento del trasporto pubblico e attenzione alla salute dei cittadini.

Un piano per la rigenerazione di Verona Sud

Il consigliere di Traguardi Dario Coltri ha sottolineato come il Pat rappresenti un’occasione per cambiare davvero registro, soprattutto per Verona Sud, dove le scelte urbanistiche passate hanno avuto conseguenze negative. Secondo Coltri, il piano segnerebbe una discontinuità rispetto al passato, con la Zai non più vista come una zona da rivedere in modo frammentato, ma come un ambito da rigenerare nel suo insieme. La proposta include il recupero degli edifici industriali esistenti, l’insediamento di nuove funzioni e servizi, la creazione di spazi verdi e luoghi pubblici, con l’obiettivo di rafforzare la connessione urbana tra la Zai, Borgo Roma, Golosine e Santa Lucia.

Il piano interverrebbe anche sulle problematiche legate alla viabilità di Verona Sud, attualmente focalizzate sull’asse viale delle Nazioni-viale del Lavoro-viale Piave. La strategia si orienterebbe su nuovi collegamenti trasversali tra i quartieri e sulla realizzazione della strada di bordo a Borgo Roma, nella speranza di ridurre il traffico di attraversamento che grava sulle arterie principali. Per quanto riguarda la Marangona, la proposta punterebbe su un equilibrio tra nuove attività economiche, sviluppo di infrastrutture e conservazione di ampie aree verdi.

Progetti futuri e sviluppo sostenibile

Nello stesso contesto vengono citati progetti che coinvolgono siti come Forte Gisella, Cava Ca’ Facci e il parco agricolo, nonché la possibilità di prolungare la filovia verso la Zai occidentale e il Quadrante Europa per facilitare la mobilità pubblica. Un altro elemento caratterizzante del Pat riguarda la tutela delle risorgive, considerate nel piano come sistema unitario su cui intervenire per la valorizzazione. È prevista in questo ambito la possibilità di istituire un vero e proprio “Parco delle Risorgive”. La discussione sul Pat proseguirà con la Seconda circoscrizione, che dovrà esprimersi entro il prossimo periodo. Dopo il passaggio nelle varie circoscrizioni, spetterà comunque al Consiglio comunale esprimersi e adottare il provvedimento. A Verona Sud, il confronto centrale proseguirà su questioni molto concrete: la trasformazione della Zai, la gestione del traffico, la destinazione delle aree verdi e le potenzialità di sviluppo della Marangona. Su questi e molti altri temi, tra maggioranza e opposizione, l’impressione è che le vedute siano parecchio divergenti.

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