Il ministero dell’Istruzione ha disposto un’ispezione al liceo Edoardo Amaldi di Novi Ligure dopo che un corteo per la Palestina è stato promosso sul registro elettronico ClasseViva. L’evento, organizzato dal Coordinamento per la Palestina, prevedeva un corteo a Alessandria il 10 ottobre 2026, con la partecipazione di studenti del liceo. L’invito, diffuso attraverso la bacheca del registro elettronico, ha suscitato preoccupazioni per un potenziale utilizzo improprio di uno strumento istituzionale per convocare manifestazioni. Il ministero ha espresso preoccupazione per l’eventuale violazione della deontologia professionale.
Indottrinamento e scuola costituzionale
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso netto dissenso per l’uso del registro elettronico per promuovere un corteo politico. «La scuola costituzionale è quella che educa allo spirito critico, al pluralismo e che rifiuta ogni forma di indottrinamento», ha dichiarato Valditara, sottolineando che «la pratica dell’indottrinamento degli studenti appartiene soltanto ai regimi totalitari». L’affermazione del ministro ha rafforzato la posizione del ministero, che ha già disposto un’ispezione per verificare i fatti e accertare eventuali irregolarità.
Un’organizzazione in vista
Secondo quanto riportato dall’istituto, sulla base delle adesioni raccolte, sarebbe stato organizzato un viaggio di andata e ritorno da Novi Ligure ad Alessandria per partecipare al corteo. L’evento, che prevedeva la portata di un telo con i nomi dei 18.457 minori palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza, ha suscitato reazioni da parte del ministero. L’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha già disposto un’ispezione per accertare quanto accaduto e verificare l’eventuale utilizzo improprio di uno strumento istituzionale della scuola per convocare gli studenti a manifestazioni.
La decisione del ministero è arrivata dopo che la bacheca del registro elettronico è stata utilizzata per diffondere l’invito al corteo. L’istituto ha riferito che, qualora i fatti riportati dalla stampa fossero confermati, «si configurerebbe una grave violazione della deontologia professionale». L’attenzione del ministero si è concentrata soprattutto sulla modalità di diffusione dell’evento, che potrebbe essere considerata un abuso del sistema scolastico. La vicenda ha suscitato un dibattito interno all’istituto, con la docente che ha espresso preoccupazione per l’uso del registro elettronico per promuovere un corteo politico. «Qui non potete fumare», ha detto una docente, riferendo un episodio in classe. L’episodio ha suscitato reazioni da parte degli studenti, che hanno reagito con sassate. La situazione ha portato a una nota di rimprovero, con la docente che ha sgridato gli studenti per l’uso di sassi.
La lettera a Mattarella, inviata da una scuola, ha espresso il sostegno al 15enne che ha partecipato al corteo. «Perché il 15enne va ringraziato», ha scritto la scuola, sottolineando l’importanza della partecipazione giovanile a eventi sociali. La vicenda ha messo in luce le tensioni tra scuola e manifestazioni politiche, con il ministero che cerca di mantenere un equilibrio tra libertà di espressione e responsabilità educativa.



