Gianni Amelio ha presentato il suo nuovo film “Nessun dolore”, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, al Cinema Gabbiano di Senigallia il 1 ottobre 2026. L’evento, caratterizzato da un dialogo intenso tra regista e pubblico, ha confermato l’importanza del cinema come luogo di incontro e riflessione. Il film, presentato Fuori Concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è il ventesimo lungometraggio del regista, che ha raccontato la sua storia con una profondità e una sincerità rare. Il film, scritto da Amelio insieme a Davide Serino e Andrea Quetti, vanta una fotografia luminosa e una colonna sonora suggestiva, che accompagnano una narrazione meditata e profonda.
Un’esperienza di empatia e riflessione
Il film segue la vita di Davide, un trentenne idealista che vive di libri e si trova coinvolto in una situazione drammatica. Il protagonista, interpretato da Alessandro Borghi, si trova a dover affrontare una serie di eventi che lo portano a mettere in discussione i suoi valori e la sua visione del mondo. La storia si sviluppa attraverso un’interazione con personaggi che non parlano o si esprimono in idiomi diversi, ma che riescono comunque a comunicare attraverso gesti, sguardi e contatto fisico. Questo elemento, che Amelio ha sottolineato durante la presentazione, rappresenta una forma di comunicazione essenziale e universale.
Il dolore, prima di diventare indifferenza, diventa angoscia e ci rende incapaci di vivere. Questo concetto, espresso dal regista durante la presentazione, ha suscitato un forte riscontro tra il pubblico. Il film non si basa su dinamiche di genere o adrenalina, ma scommette sull’interiorità e sulla forza espressiva del non detto. La solidarietà, pur nobile, risulta insostenibile di fronte a un problema sistemico, e Amelio ha sottolineato come la risposta debba venire da istituzioni e società civile.
La forza del cinema come spazio di dialogo
Il Cinema Gabbiano di Senigallia, luogo dell’evento, ha dimostrato di essere un presidio culturale d’eccellenza, in grado di unire la settima arte al contatto umano. Amelio, tornato nella sala senigalliese dopo un anno dall’incontro per “Campo di battaglia”, ha interagito direttamente con il pubblico, rispondendo a domande e stimolando riflessioni. Il regista ha sottolineato come il cinema abbia il ruolo di far sì che lo spettatore entri in sala in un modo e ne esca diverso.
Il cinema ha il ruolo fondamentale per me di fare in modo che lo spettatore entri in sala in un modo e ne esca diverso. Questo concetto è stato ribadito anche da Alessandro Borghi, che ha espresso l’impatto profondo del film e la sua capacità di mettere l’altro al centro del racconto. Valeria Golino ha descritto l’esperienza di lavoro con Amelio come un’esperienza di lezione continua, che ha trasformato la sua visione del mondo.
Il successo del film e dell’evento conferma la vitalità del cinema dal vivo, che continua a essere un luogo di incontro, riflessione e dialogo. Il cartellone del Cinema Gabbiano, arricchito da film di grande impatto come “Digger” di Alejandro G. Iñárritu e “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, dimostra come il cinema rimanga un’istituzione fondamentale per la cultura e la società. La proiezione di “Nessun dolore” rappresenta un momento importante per il regista e per il pubblico, che ha trovato in esso un’esperienza emozionante e profonda.



