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domenica 4 Ottobre 2026

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Cultura

Giusi Princi racconta l’incontro con un ex studente diventato sacerdote: “Niente scorciatoie, solo impegno e fede”

Giusi Princi incontra un ex studente diventato sacerdote: impegno, sacrificio e fede.

L’incontro casuale tra l’europarlamentare Giusi Princi e un ex studente diventato sacerdote ha dato vita a una riflessione profonda su educazione, impegno e fede. A Reggio Calabria, mentre Princi attraversava la città in fretta, una voce familiare lo ha fermato: “Preside!” Si trattava di Giuseppe, un suo ex alunno che oggi vive una vita dedicata al servizio e alla spiritualità. L’incontro, semplice ma significativo, ha rivelato come un rapporto educativo possa durare oltre la fine della scuola e come un percorso di studio, disciplina e sacrificio possa portare a traguardi inaspettati.

Un percorso di impegno e fede

Giuseppe, descritto da Princi come un ragazzo maturo e disponibile fin da studente, ha seguito un cammino che lo ha portato alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, istituzione che forma il corpo diplomatico della Santa Sede. Dopo aver conseguito la licenza in Teologia dogmatica, oggi è impegnato in un’attività che richiede impegno, dedizione e una forte fede. “Niente scorciatoie. Solo impegno, sacrificio e fede”, ha sottolineato Princi, riconoscendo in Giuseppe un esempio di come la formazione possa portare a traguardi di alto valore.

La forza di un’educazione duratura

Il racconto di Princi parte da un momento quotidiano, ma si trasforma in una testimonianza sul rapporto tra docente e studente. “Non è più il ragazzo della maturità. È un uomo”, ha detto, riconoscendo in Giuseppe una maturità che si è sviluppata con il tempo. L’educazione, secondo Princi, non finisce con l’ultima campanella, ma si trasforma in un legame che persiste nel tempo. “Quando, anni dopo, una voce ti raggiunge chiamandoti ancora ‘Preside’, capisci che nessun incontro educativo finisce con l’ultima campanella”, ha aggiunto, mettendo in luce l’impatto duraturo di un’esperienza scolastica.

Giuseppe, con la dolcezza di sempre e una luce nuova negli occhi, ha raccontato con semplicità la sua strada. “Lì, sul marciapiede, tra la gente che passava, mi ha raccontato con semplicità la sua strada: ordinato sacerdote, la licenza in Teologia dogmatica alla Pontificia Università della Santa Croce, studiata e sudata. E ora la Pontificia Accademia Ecclesiastica, che forma il corpo diplomatico della Santa Sede. Una delle strade più esigenti”, ha ricordato Princi, riconoscendo in lui un esempio di dedizione e fede. “Giuseppe è quello di cui abbiamo bisogno. Non distante, non sopra. Vicino. In mezzo alla strada, che ti chiama per nome”, ha concluso l’europarlamentare, evidenziando come la figura di un docente possa lasciare un’impronta duratura nella vita di un allievo. L’incontro, nato per caso, ha rafforzato l’idea che l’educazione non si limita alle aule, ma si estende al di là, nel tempo e nello spazio.

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