Venerdì 2 ottobre, il titolo di IG Group, colosso britannico del trading online, ha subito un calo del 27% in una singola sessione di Borsa a Londra, dopo che la società ha ridotto le previsioni di crescita dei ricavi 2026 da «10-15%» a «una singola cifra bassa». L’evento ha colpito in modo inaspettato, poiché la stessa guidance più ambiziosa era stata confermata appena tre mesi prima. Il motivo principale del calo è legato al crollo della redditività sui CFD, in un mercato meno volatile del previsto.
Un modello a rischio
Secondo l’aggiornamento del 2 ottobre, i ricavi del terzo trimestre 2026 di IG Group sono attesi intorno a 240 milioni di sterline, in calo del 14% su base annua. I ricavi netti da trading sarebbero scesi a circa 210 milioni di sterline, rispetto ai 249,5 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Il problema non riguarda il numero di clienti, ma la «ritenzione» dei ricavi sui derivati OTC, scesa al 70% nel trimestre, contro una media dell’80% registrata dalla seconda metà del 2025. La redditività dei CFD si riduce a causa di mercati meno volatili, un fattore che incide direttamente sui margini del broker. Un broker di CFD guadagna soprattutto trattenendo, al netto delle coperture, una parte delle perdite nette dei propri clienti. Quando i mercati si muovono poco e i clienti perdono meno (o vincono di più), il margine del broker si comprime, anche se il numero di clienti e le loro operazioni restano stabili.
Un settore in bilico
Il taglio alla guidance 2026 mette a nudo i rischi del modello CFD, che si basa in gran parte sulla volatilità dei mercati. La riduzione delle previsioni di crescita, avvenuta in modo rapido e inaspettato, ha scatenato una reazione del mercato non solo su IG Group, ma anche su altri operatori quotati nello stesso settore, come CMC Markets e Plus500, che hanno visto cali inferiori al 27%.
La reazione del mercato ha evidenziato una crescente preoccupazione per la sostenibilità del modello CFD, che potrebbe essere messo a dura prova in un contesto di mercati meno volatili. La società ha precisato che il numero di nuovi clienti e di clienti attivi è rimasto solido, ma il problema risiede altrove, nella «ritenzione» dei ricavi sui derivati OTC. La situazione di IG Group rappresenta un segnale di allarme per il settore dei broker di CFD, che si basa su un modello economico fragile e dipendente dal comportamento dei mercati. La riduzione della guidance ha messo in luce una delle criticità del modello di business, che potrebbe essere messo a dura prova in un contesto di mercati meno volatili.
- Calo del 27% per IG Group a Londra
- Riduzione della guidance 2026 da 10-15% a «una singola cifra bassa»
- Problema non nei clienti, ma nella «ritenzione» dei ricavi sui CFD
- Reazione del mercato anche su CMC Markets e Plus500
La riduzione della guidance ha messo in luce una delle criticità del modello di business di IG Group, che si basa su un’attività di trading su CFD, un settore in cui la redditività è strettamente legata alle condizioni di mercato.



