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lunedì 5 Ottobre 2026

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L’export del Golfo torna ai livelli pre-guerra, ma l’Iran minaccia escalation

L’export del Golfo torna ai livelli pre-guerra, ma l’Iran minaccia escalation

L’export di petrolio dei Paesi del Golfo sta tornando ai livelli pre-guerra, nonostante la tensione persistente tra Iran e Stati Uniti. Secondo dati di JPMorgan, le esportazioni di greggio sono salite a circa 17,5 milioni di barili al giorno, pari al 98% dei livelli precedenti alla guerra. Goldman Sachs ha stimato un picco di 19 milioni di barili al giorno, mentre Kpler ha registrato almeno 16,5 milioni di barili al giorno a settembre. Questo recupero ha ridisegnato la logistica petrolifera regionale, con il 40% del greggio che lascia la regione senza attraversare lo Stretto di Hormuz, rispetto al 17% prima della guerra. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti stanno aumentando l’uso di rotte via oleodotto, riducendo la dipendenza dal canale strategico.

La minaccia iraniana e la strategia di Trump

L’Iran, pur perdendo leva sullo Stretto di Hormuz, rimane un attore di rilevanza nel commercio energetico regionale. Esfandyar Batmanghelidj, esperto del think tank Bourse & Bazaar Foundation, ha sottolineato che l’Iran può ancora distruggere infrastrutture petrolifere e intensificare il conflitto se Trump non avverte abbastanza dolore da prendere vie diplomatiche. Il presidente USA ha respinto la proposta iraniana di un cessate il fuoco di sette giorni per la completa riapertura dello Stretto in cambio della revoca del blocco e dello sblocco dei beni iraniani. Al suo posto, Trump si aspetta di ricominciare a bombardare l’Iran dopo le elezioni di metà mandato, secondo fonti del Wall Street Journal.

La fissazione di Trump sul ‘vincere’ potrebbe spingere l’Iran a un’escalation. Gli attacchi iraniani contro le basi statunitensi e le infrastrutture del Golfo hanno evidenziato l’incapacità degli Stati Uniti di neutralizzare la minaccia, anche se l’esercito USA è in grado di mantenere aperti i flussi di petrolio. Batmanghelidj ha aggiunto che anche Trump è imprevedibile e potrebbe spingere l’Iran a un’escalation attraverso la sua fissazione sul “vincere” la guerra.

La protezione statunitense e le minacce rimaste

L’esercito statunitense ha ridotto la capacità dell’Iran di colpire navi commerciali, ma droni e missili riescono ancora a raggiungere obiettivi. Gli attacchi non hanno dissuaso le petroliere dall’affrontare il transito rischioso, ma mantengono elevati i costi di trasporto e assicurazione. I Paesi del Golfo stanno cercando di mediare un ritorno a un cessate il fuoco duraturo e a un accordo diplomatico, ma la guerra economica USA contro l’Iran continua a inasprirsi.

La guerra economica USA contro l’Iran continua a influenzare la stabilità regionale. Le sanzioni sono state ulteriormente inasprite, riducendo la capacità dell’Iran di generare entrate dal petrolio e causando la caduta della valuta nazionale a nuovi minimi. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è lamentato del fatto che il denaro del regime depositato in Cina sia bloccato, rendendo difficile il pagamento di beni esteri. L’Iran non ha intrapreso una campagna di terra bruciata, ma potrebbe ancora farlo se la situazione attuale dovesse protrarsi troppo a lungo. La sicurezza nell’intera regione del Golfo non è garantita, e l’Iran potrebbe intensificare la guerra e riaffermare il proprio controllo sul commercio petrolifero. Gli Stati Uniti e i loro alleati del Golfo reagiranno, ma la minaccia rimane significativa per le infrastrutture energetiche del Golfo.

  • Esportazioni del Golfo tornano ai livelli pre-guerra
  • Trump respinge la proposta iraniana di cessate il fuoco
  • L’Iran potrebbe intensificare la guerra se non si trovano vie diplomatiche

La situazione rimane delicata, con l’Iran che potrebbe ancora minacciare l’infrastruttura energetica del Golfo, mentre gli Stati Uniti e i loro alleati reagiscono. La guerra economica USA contro l’Iran continua a influenzare la stabilità regionale, con effetti significativi sull’economia iraniana e sul mercato internazionale del petrolio.

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