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lunedì 5 Ottobre 2026

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Marineria di Termoli in ginocchio per il caro gasolio, Aida Romagnuolo denuncia la crisi

Aida Romagnuolo di Futuro nazionale denuncia la crisi della marineria di Termoli per il caro gasolio e chiede interventi.

Aida Romagnuolo, coordinatrice del comitato cittadino di Futuro nazionale a Termoli, ha lanciato un allarme sulla situazione della marineria locale, messa in ginocchio dall’impennata dei prezzi del carburante. L’incontro, svoltosi a Campobasso, ha visto la partecipazione di rappresentanti di diversi comitati regionali del partito, tra cui il leader Roberto Vannacci, e ha segnato un momento di forte tensione per il settore della pesca. La crisi, causata da una combinazione di fattori geopolitici ed economici, ha reso insostenibili i costi del gasolio, portando a una situazione di grave instabilità per i pescatori e la filiera che li sostiene.

La crisi del carburante mina la sopravvivenza dei pescatori

Secondo Romagnuolo, le banchine del porto di Termoli risuonano del grido d’allarme dei pescatori, costretti a fronteggiare una voce di spesa insostenibile. L’impennata dei prezzi del carburante ha reso l’uscita in mare un azzardo economico, con conseguenze devastanti per le famiglie che vivono di questo lavoro da generazioni. Parliamo di famiglie che si trovano di fronte alla scelta paradossale se restare in porto o lavorare in perdita. La situazione, aggravata da una crisi geopolitica e da un contesto economico instabile, ha messo in pericolo uno dei settori storici della costa adriatica.

Chiesti interventi mirati per salvaguardare la filiera

Romagnuolo ha chiesto interventi concreti, come crediti d’imposta più incisivi, sussidi mirati e un blocco reale dei prezzi per i comparti produttivi primari. La politica deve tornare in mezzo alla gente e ascoltare chi produce, non ignorare il territorio. L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti di diversi comitati molisani, tra cui Mauro Moffa, Giovanni Mastrangelo e Gabriele Barca del capoluogo regionale, Antonio Trivisonno di Larino, Elio Scutti e Anacleto Monti di Termoli, Francesco Pucacco di Santa Croce di Magliano, Nicola Cristillo di Macchiagodena, Antonio Caranci di Venafro e i referenti di Campomarino, Portocannone, Campodipietra e Ferrazzano.

La crisi del carburante, che continua a mantenersi su livelli insostenibili, ha reso l’attività ittica un rischio per le imprese locali. I motopescherecci molisani, ormai costretti a operare in condizioni di perdita, rischiano di scomparire, con conseguenze devastanti per l’economia del territorio. La politica, secondo Romagnuolo, deve agire con urgenza per salvaguardare la marineria e la filiera che la sostiene, evitando che la crisi si trasformi in un collasso totale. La situazione, purtroppo, non sembra destinata a migliorare a breve, con i prezzi del carburante che continuano a pesare sulle imprese ittiche. La politica, però, ha l’obbligo di ascoltare chi produce e di trovare soluzioni concrete per salvaguardare un settore vitale per la costa adriatica.

  • Termoli: crisi della marineria per il caro gasolio
  • Aida Romagnuolo: interventi necessari per salvaguardare i pescatori
  • Chiesti crediti d’imposta e sussidi mirati

La marineria di Termoli, ormai in ginocchio, rappresenta un caso emblematico di come i prezzi del carburante possano mettere in pericolo un intero settore economico. La politica, come ha sottolineato Romagnuolo, deve agire con determinazione per trovare soluzioni che possano salvaguardare le famiglie e le imprese che si basano su questa attività.

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