La vicenda del Keu, materiale contaminato derivato dal trattamento dei fanghi dell’industria conciaria del distretto di Santa Croce sull’Arno, torna al centro dell’attenzione giudiziaria. La Regione Toscana, la Città Metropolitana di Firenze e il Comune di Empoli hanno deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza del Tar della Toscana, che aveva escluso la responsabilità dei consorzi coinvolti nella gestione del materiale contaminato. L’azione legale nasce dopo che il materiale è stato utilizzato, miscelato con materiale inerte, per la realizzazione del rilevato stradale della strada regionale 429, nel tratto tra Empoli e Castelfiorentino.
Responsabilità dei consorzi e controllo ambientale
La sentenza del Tar aveva accolto i ricorsi presentati dai Consorzio Aquarno e Consorzio Depuratore di Santa Croce sull’Arno, escludendo una loro responsabilità per la successiva destinazione del materiale affidato alla società incaricata delle operazioni di recupero e smaltimento. La decisione aveva inoltre escluso un obbligo di controllo successivo sul cosiddetto test di cessione, l’analisi utilizzata per verificare il possibile rilascio di sostanze da un materiale solido a contatto con l’acqua. Il Comune di Empoli segue da tempo la situazione attraverso attività di caratterizzazione e monitoraggio ambientale, con il coinvolgimento degli enti competenti.
La decisione di impugnare la sentenza nasce da una volontà di chiarire le responsabilità e garantire un controllo più rigoroso sul materiale utilizzato. La vicenda ha suscitato preoccupazioni per l’impatto ambientale del materiale contaminato e per la sua utilizzazione in un contesto pubblico. Il Comune di Empoli, insieme alla Regione e alla Città Metropolitana, ha ritenuto necessario rivolgersi al Consiglio di Stato per ottenere una valutazione più completa e una maggiore trasparenza sulle decisioni prese in precedenza.
Interventi di messa in sicurezza e nuovi sviluppi
Nel frattempo, sul tratto della 429 interessato dalla presenza di Keu sono già stati effettuati interventi di messa in sicurezza. La vicenda, complessa e di lunga durata, ha visto nuovi sviluppi con l’impugnazione della sentenza del Tar, che ha aperto la strada a un nuovo confronto tra le istituzioni locali e i soggetti coinvolti. La decisione di impugnare la sentenza rappresenta un passo importante per garantire la tutela dell’ambiente e la responsabilità dei soggetti coinvolti.
La vicenda del Keu e la strada 429 restano al centro dell’attenzione per la sua rilevanza ambientale e per le implicazioni legali che ne derivano. La Regione, la Città Metropolitana e il Comune di Empoli hanno ritenuto necessario agire per chiarire le responsabilità e garantire un controllo più rigoroso sul materiale utilizzato per la realizzazione del rilevato stradale. L’azione legale rappresenta un ulteriore passo nella gestione di una situazione complessa, che ha visto la collaborazione tra diversi enti locali e la necessità di garantire un controllo più rigoroso sul materiale utilizzato.



