La guerra in Ucraina si evolve rapidamente, con la Russia che accelera la guerra dei droni, introducendo nuove minacce che mettono in discussione la difesa aerea ucraina e preoccupano anche la NATO. Il Geran-5, un drone russo a propulsione jet, rappresenta un passo significativo nella guerra asimmetrica, con implicazioni strategiche e tecnologiche profonde. Questo nuovo velivolo, prodotto in serie e utilizzato in modo massiccio, mette in discussione i paradigmi su cui l’Ucraina aveva costruito parte della sua difesa, basata su sistemi economici per abbattere droni economici.
Un drone che cambia la guerra
Il Geran-5, con un motore turbojet prodotto da un’azienda cinese, la Telefly, è un’evoluzione significativa rispetto ai precedenti modelli della famiglia Geran/Shahed. Questo drone, che raggiunge velocità di crociera tra 450 e 600 chilometri orari, riduce drasticamente il tempo disponibile per l’intercettazione, mettendo in difficoltà i sistemi di difesa ucraini. La sua velocità, superiore al doppio rispetto ai droni tradizionali, rende impossibile per gli intercettori tradizionali mantenere il contatto con il bersaglio, un problema che ha già ridotto l’efficacia ucraina contro i nuovi modelli.
La velocità del Geran-5 mina la difesa aerea ucraina.
Un modello industriale in evoluzione
La Russia dimostra una crescente capacità di trasformare le lezioni del campo in produzione industriale, un processo che si basa su un ciclo rapido: introduzione di un sistema d’arma, osservazione delle contromisure, individuazione delle vulnerabilità e avvio di una nuova produzione. Questo modello, che si avvicina alla logica dello sviluppo software, ha ridotto drasticamente i tempi di innovazione, portando a una produzione combinata dei Geran-4 e Geran-5 di circa 3.000 unità al mese. Questo livello di produzione, concentrato nell’area industriale di Alabuga, in Tatarstan, attira l’attenzione delle cancellerie occidentali. La guerra ucraina sta dimostrando che la superiorità tecnologica non dipende solo dall’arma più sofisticata, ma dalla capacità di innovare rapidamente, produrre migliaia di sistemi e modificarli in base all’esperienza operativa. La massa è tornata a essere tecnologia, e il Geran-5 ne rappresenta un esempio significativo.
La supply chain globale e la tecnologia civile
Un aspetto strategico del Geran-5 è la sua dipendenza da componenti esterni, come il motore turbojet cinese. Questo elemento mette in luce l’importanza delle supply chain globali nella moderna industria militare. La tecnologia civile e militare si fondono sempre di più, rendendo sempre più complessa la gestione delle esportazioni e la difesa delle tecnologie sensibili. La guerra tecnologica si combatte non solo sul campo, ma anche all’interno di reti commerciali e industriali internazionali.
La dipendenza da componenti esterni mina la sicurezza tecnologica.
La guerra in Ucraina ha dimostrato che il futuro sarà caratterizzato da una quantità enorme di oggetti volanti, estremamente diversi per costo, velocità, quota e capacità di navigazione. Contro questa minaccia, non è economicamente sostenibile affidarsi esclusivamente ai tradizionali sistemi missilistici, ma occorre una difesa aerea stratificata, capace di integrare radar, sensori, guerra elettronica, cannoni, laser e sistemi a energia diretta. La filosofia industriale deve cambiare, e la Russia sta dimostrando di essere in grado di farlo con una velocità senza precedenti.



