La Svizzera si prepara a realizzare la più grande batteria al vanadio al mondo, un progetto che potrebbe rappresentare un passo significativo nella transizione verso un sistema energetico sostenibile. Il sistema, situato a Laufenburg nel Canton Argovia, sarà parte di un centro tecnologico di oltre 40mila metri quadrati, che ospiterà anche un data center dedicato all’intelligenza artificiale e infrastrutture energetiche. Il progetto, presentato come il più grande sistema di accumulo di questo tipo mai realizzato, prevede una capacità di accumulo di oltre 2,1 GWh e una potenza di 1,2 GW.
Una tecnologia alternativa alle batterie al litio
La batteria a flusso al vanadio, o Vanadium Flow Battery, funziona in modo diverso rispetto alle batterie agli ioni di litio, comuni negli smartphone e nelle automobili elettriche. L’energia viene conservata in elettroliti liquidi contenuti in serbatoi separati, e durante il funzionamento vengono pompati attraverso celle elettrochimiche. Questa architettura consente di dimensionare potenza e capacità in maniera relativamente indipendente, un vantaggio per sistemi stazionari di grandi dimensioni. A Laufenburg, la batteria sarà utilizzata per accumulare energia elettrica in modo efficiente, grazie alla sua capacità di assorbire rapidamente energia dalla rete o restituirla in base alle condizioni del sistema elettrico.
Il progetto prevede una capacità di accumulo di oltre 2,1 GWh e una potenza di 1,2 GW, con l’espansione a 1,5 GWh in una fase successiva. La batteria sarà collegata alla rete elettrica europea, grazie alla posizione strategica di Laufenburg, che occupa da decenni una posizione importante nella rete elettrica. Per una prima fase della connessione, Swissgrid ha già dato il via libera a una capacità di 800 MW.
La batteria di queste dimensioni è progettata per assorbire elettricità quando sulla rete ce n’è in abbondanza e restituirla rapidamente quando aumenta la richiesta.
Un sistema integrato per l’efficienza energetica
Il sistema di accumulo sarà soltanto una parte del Technology Center di Laufenburg, che include anche un grande data center dedicato all’intelligenza artificiale. I data center hanno bisogno di grandi quantità di elettricità e di una fornitura estremamente affidabile, e la batteria al vanadio è ideale per questo tipo di applicazione. Il progetto prevede inoltre di recuperare il calore prodotto dai server, utilizzandolo per alimentare la rete locale di teleriscaldamento. In questo modo, la batteria e il data center saranno parte dello stesso sistema energetico, contribuendo a un uso più efficiente dell’energia.
Le batterie a flusso al vanadio, pur essendo più ingombranti rispetto a quelle al litio, offrono una lunga vita operativa e possono sostenere numerosi cicli di carica e scarica con un degrado contenuto. Nonostante i costi iniziali elevati, per gli impianti fissi l’ingombro può essere un compromesso accettabile, soprattutto in contesti dove la durata e la sicurezza sono priorità. Gli elettroliti a base acquosa non sono infiammabili, un vantaggio significativo per la sicurezza in impianti che accumulano grandi quantità di energia.
Il vanadio può assumere diversi stati di ossidazione e viene utilizzato su entrambi i lati della batteria.



