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lunedì 5 Ottobre 2026

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Economia

Il venture capital italiano si espande: il 46% degli investitori è internazionale e crescono i round più grandi

Il venture capital italiano si espande con il 46% di investitori internazionali e un aumento dei round di grandi dimensioni.

Il venture capital italiano sta cambiando scala, con il 46% degli investitori che proviene da Paesi esteri e un incremento significativo dei round di grandi dimensioni. Questo trend segnala un’evoluzione del mercato, che si concentra non solo sulle aziende in fase iniziale, ma anche su quelle che si preparano a crescere su scala internazionale. L’Italia, pur rimanendo distante rispetto a Francia e Germania, mostra una maggiore capacità di attrarre capitali esteri e di costruire una sequenza di round di dimensioni diverse lungo le fasi di sviluppo delle imprese.

Un mercato in crescita ma ancora in fase di consolidamento

Secondo un recente studio della Banca d’Italia, nel triennio 2021-2023 gli investimenti italiani in venture capital sono stati appena un quinto di quelli registrati in Francia e Germania. Tuttavia, i dati del 2025 indicano un miglioramento: sono stati investiti 1,735 miliardi di euro attraverso 436 round, il secondo risultato più alto mai registrato dopo il 2022. Il primo semestre del 2026 ha aggiunto ulteriori segnali positivi, con investimenti per 813 milioni di euro distribuiti su 145 round. Sebbene il numero delle operazioni sia diminuito, la dimensione media e mediana dei finanziamenti è cresciuta in modo significativo.

La presenza internazionale si espande, con il 46% degli investitori attivi sul mercato italiano provenienti da Paesi esteri. Questo dato è ulteriormente confermato dal fatto che tutti i round italiani superiori a 20 milioni di euro chiusi nel 2025 hanno coinvolto almeno un investitore estero. L’operazione di Exein, che ha raccolto 270 milioni di dollari, è un esempio di questa dinamica, con la partecipazione di capitali statunitensi ed europei e istituzioni finanziarie continentali.

La crescita dei round più grandi segna un cambiamento nel mercato italiano.

La diversificazione dei round e la partecipazione internazionale

Non solo i mega-round mostrano questa tendenza, ma anche operazioni di dimensioni più modeste. Ad esempio, Small Pixels, già passata dal programma Frontech, ha chiuso a inizio 2026 un round da circa 1,7 milioni di euro con la partecipazione di Match Ventures, fondo europeo con base in Lussemburgo. Questo dimostra come gli investitori internazionali possano entrare anche nelle fasi precedenti della crescita, contribuendo a costruire un ecosistema più diversificato e solido. Il tema del venture capital italiano si approfondirà nel confronto di Connessioni Future 2026, l’8 ottobre a Sassari, nel panel “Bridging Borders: How International Capital is Scaling European Deep Tech & AI”, con la partecipazione di esperti come Stephan Rauscher, Sergio Borasino e Gianluca Vitale. L’obiettivo è analizzare come il capitale internazionale sta contribuendo a costruire un ecosistema in grado di supportare le aziende italiane fino alla scaleup, senza perdere la capacità di attrarre investimenti esteri.

Il mercato italiano del venture capital mostra una maggiore continuità e una capacità crescente di attirare capitali internazionali.

Sebbene il mercato italiano del venture capital sia ancora piccolo rispetto a quello europeo, mostra una maggiore continuità e una capacità crescente di attirare capitali internazionali. La vera sfida rimane la maturità del mercato, che richiede fondi capaci di accompagnare le aziende attraverso le diverse fasi di crescita, un mercato delle exit più liquido e una maggiore disponibilità di capitale istituzionale. La domanda non è più soltanto quanto capitale riesca a raccogliere l’Italia, ma che cosa succeda dopo.

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