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lunedì 5 Ottobre 2026

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Villa Forni, un tesoro storico a Cognento aperto durante le Giornate FAI

Villa Forni a Cognento aperta al pubblico durante le Giornate FAI, un tesoro storico modenesi accessibile.

Villa Forni, un tesoro nascosto a Cognento, sarà aperta al pubblico durante le Giornate FAI il 11 ottobre 2026. L’evento offre l’occasione unica di visitare un’antica residenza estiva, normalmente accessibile solo in occasione di eventi privati o attività di ristorazione. La villa, situata in Strada Cognento, 111, è un piccolo tesoro storico modenesi, immerso nel tessuto urbano ma con radici che risalgono al XVI secolo. L’accesso è garantito a chi possiede la tessera FAI o si iscrive direttamente sul posto.

Un’eredità che si tramanda attraverso i secoli

Le origini di Villa Forni risalgono al XVI secolo, quando fu costruita come residenza estiva e casa padronale della famiglia Barozzi. La presenza della famiglia è ancora oggi visibile attraverso gli stemmi presenti nelle inferriate e nelle lunette sopra i portoni esterni del salone. Il nucleo originario della villa risale alla metà del Cinquecento, ma l’edificio che si può ammirare oggi è il frutto di importanti interventi realizzati nel Settecento e nei primi decenni dell’Ottocento.

Nel 1757, la villa passò per eredità a Francesco e Giovanni Battista Forni, figli di Paolo Forni e Francesca Barozzi. I due fratelli avviarono un importante progetto di ristrutturazione e ampliamento, adeguando la residenza al gusto neoclassico dell’epoca. La maggior parte degli interventi risultò conclusa nel 1772, come testimonia un’iscrizione ancora conservata sopra il portone dell’oratorio incorporato nell’edificio.

Un’architettura che racconta la storia

Il salone, le barchesse e la “Camera dei Veli” sono i punti di interesse principali della villa. L’impianto originario seguiva il tradizionale modello modenese: un salone centrale passante e quattro ambienti laterali disposti sui due piani, con la caratteristica colombaia nella parte superiore. I lavori settecenteschi trasformarono profondamente la struttura, ampliando il “Casino Padronale” e aggiungendo nuovi edifici laterali. A sud venne realizzato uno chalet da giardino, mentre a nord sorsero due barchesse disposte simmetricamente ai lati di una parete di gusto baroccheggiante, al cui centro si trova una nicchia con una fontana. Particolarmente scenografico è il salone centrale, utilizzato come atrio passante. Ma sono soprattutto le decorazioni interne a rendere la visita particolarmente interessante.

Le pitture a tema campestre del salone sono state attribuite a Geminiano Vincenzi e Pietro Minghelli. Tra le altre sale spicca invece la cosiddetta “Camera dei Veli”, caratterizzata da un berceau decorato con ampie vedute di paesaggi di fantasia. Anche lo scalone custodisce un elemento dal forte valore simbolico. Sul primo pianerottolo è dipinto un orologio su una colonna classica, sorretto dall’aquila bianca estense, a testimonianza del legame della famiglia Forni con gli Estensi e, successivamente, con gli Austro-Estensi. Villa Forni rappresenta infatti una delle testimonianze storiche che permettono di ricostruire il rapporto tra Modena e il suo antico territorio rurale: una dimora nata fuori dalle mura cittadine e che oggi, con l’espansione urbana, si ritrova immersa nella città.

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