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martedì 6 Ottobre 2026

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Baby Gang confermato in carcere: «Ha realizzato un video con armi da guerra in Iraq grazie a una rete internazionale»

Baby Gang rimane in carcere per reati di spaccio e violenze, difesa contesta la rete criminale internazionale che lo avrebbe portato in Iraq.

Baby Gang, il trapper 25enne noto per le sue attività criminali, rimane in carcere dopo che il giudice ha confermato la custodia cautelare. L’ordinanza del gip di Lecco Gianluca Piantadosi ha respinto la richiesta della difesa di mandarlo ai domiciliari in una comunità terapeutica. L’uomo, arrestato il 17 marzo per detenzione e spaccio di armi da fuoco e violenze sulla fidanzata, è accusato di aver partecipato a un’azione in Iraq, dove avrebbe sparato con bazooka e altre armi da guerra. La difesa, guidata dal legale Niccolò Vecchioni, sostiene che il trapper non fosse coinvolto in una rete criminale internazionale, ma avesse realizzato un videoclip musicale. La procura, invece, ha sottolineato la pericolosità del soggetto, sottolineando la sua capacità di influenzare una cerchia ampia di persone disposte a proteggerlo a ogni costo.

La rete internazionale e il rischio di fuga

Secondo l’ordinanza del gip, Baby Gang avrebbe potuto non solo inquinare le indagini, ma anche fuggire come aveva fatto un anno prima, quando, nonostante fosse sotto sorveglianza speciale, si era recato in Iraq. Le intercettazioni di quel periodo avrebbero rivelato la realizzazione di un video con armi da guerra, tra cui bazooka e kalashnikov. La difesa, però, ha sottolineato che nel provvedimento non è stato individuato alcun componente della pretesa rete criminale che avrebbe portato il trapper in Iraq nel 2025. Inoltre, il difensore ha fatto presente che il 25enne ha una «doppia diagnosi di disturbo psichiatrico e abuso di stupefacenti», un aspetto che potrebbe influire sulla sua condotta e sul rischio di recidiva.

La difesa e le contestazioni

La difesa ha già presentato un ricorso al Tribunale del Riesame di Milano, chiedendo un riesame della decisione del gip. Secondo il legale Niccolò Vecchioni, il trapper non è stato coinvolto in una rete criminale internazionale, ma avrebbe semplicemente realizzato un videoclip musicale. La procura, invece, ha sottolineato la pericolosità del soggetto, sottolineando la sua capacità di influenzare una cerchia ampia di persone disposte a proteggerlo a ogni costo. La difesa ha anche sottolineato che il trapper, pur essendo in malattia, ha continuato a giocare a calcetto, un comportamento che ha portato a un licenziamento, ma che il tribunale ha accolto in parte, riconoscendo il diritto del soggetto a una forma di attività fisica.

La situazione di Baby Gang è ulteriormente complessa a causa di altri episodi recenti, tra cui la morte di una madre e sua figlia per un avvelenamento con la ricina, il medico che le aveva curato e una 15enne che «diceva cose strane». Altri fatti, come il precipitare di un padre che tentava di salvare un bambino durante un matrimonio, hanno messo in luce la tensione sociale e le conseguenze di comportamenti estremi. La difesa, però, non ha ancora ottenuto un riesame della decisione del gip, e il trapper rimane in carcere, con la procura che lo definisce «pericolosissimo».

La procura ha anche sottolineato la pericolosità del trapper, sottolineando la sua capacità di influenzare una cerchia ampia di persone disposte a proteggerlo a ogni costo. La difesa, invece, ha sottolineato che il trapper non è stato coinvolto in una rete criminale internazionale, ma avrebbe semplicemente realizzato un videoclip musicale. La situazione è ulteriormente complessa a causa di altri episodi recenti, tra cui la morte di una madre e sua figlia per un avvelenamento con la ricina, il medico che le aveva curato e una 15enne che «diceva cose strane». La difesa ha anche sottolineato che il trapper, pur essendo in malattia, ha continuato a giocare a calcetto, un comportamento che ha portato a un licenziamento, ma che il tribunale ha accolto in parte, riconoscendo il diritto del soggetto a una forma di attività fisica.

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