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martedì 6 Ottobre 2026

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Bando-tipo per gare balneari: Anci chiede supporto e certezza per i Comuni

Nuovo bando-tipo per gare balneari: Anci chiede supporto e certezza per i Comuni

Il governo ha presentato un bando-tipo per le gare di concessione balneari, che prevede durate tra cinque e vent’anni e procedure da avviare entro il 30 giugno. L’Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, ha espresso preoccupazione, sottolineando che i Comuni sostenerebbero i rischi e le spese, mentre i ricavi andrebbero interamente allo Stato. La bozza del bando, presentata dal ministero del Turismo alla Conferenza Stato-Regioni, include venti punti chiave, tra cui criteri di aggiudicazione basati sul rapporto qualità-prezzo e limiti alle offerte dei concorrenti già partecipanti a lotti simili.

Procedura e criteri di valutazione

Il bando prevede che le nuove concessioni siano assegnate con gare avviate almeno sei mesi prima della scadenza degli attuali titoli, non oltre il 30 giugno 2027. Durante le procedure, dovrà essere garantita la continuità dei servizi, e i titoli in essere continueranno a valere fino al subentro effettivo del nuovo concessionario. La valutazione dell’offerta economica non potrà superare il 10% del punteggio massimo relativo all’offerta tecnica. Il concessionario subentrante dovrà versare un indennizzo al precedente, pari al valore degli investimenti non ancora ammortizzati e a quanto necessario per garantire un’equa remunerazione sugli investimenti degli ultimi cinque anni.

La gestione del demanio marittimo pesa sui Comuni, che svolgono quotidianamente la funzione di gestione. Il presidente della Commissione Demanio, il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile, ha sottolineato che i Comuni devono essere supportati e non lasciati soli. “A fronte di un lavoro imponente e di un gettito dei canoni demaniali che viene interamente riversato allo Stato, chiediamo che venga concretamente riconosciuta la possibilità di una compartecipazione alle spese dei Comuni”, ha affermato.

Le preoccupazioni dei Comuni

Nonostante le regole presentate, i Comuni non sono convinti. L’Anci ha espresso la sua protesta, sottolineando che la gestione delle procedure pesa sui Comuni, che svolgono quotidianamente la funzione di gestione del demanio marittimo, sostenendo oneri amministrativi e spese finanziarie straordinarie. Il sindaco di Ancona Daniele Silvetti, vicepresidente vicario dell’Anci, ha sottolineato che il bando presenta ancora criticità, in particolare in ordine all’obiettivo di fornire regole certe e univoche. “Anci chiede quindi di perfezionare il testo affinché sia un reale strumento di supporto operativo e di ausilio per i Comuni, garantendo uniformità e certezza giuridica”, ha detto.

I Comuni hanno espresso la necessità di indicazioni chiare e non equivocabili per procedere al corretto espletamento delle gare. I Comuni hanno espresso la necessità di una compartecipazione alle spese, per ridurre il carico amministrativo e finanziario. La soluzione del governo, pur se mirata a garantire la massima partecipazione e concorrenza, non convince i Comuni, che lamentano il peso eccessivo scaricato sulle loro spalle. La situazione rimane in attesa di un chiarimento e di un miglioramento del testo, affinché il bando diventi un strumento realmente utile per i Comuni. L’Anci e i rappresentanti di oltre settanta Comuni costieri hanno espresso la loro preoccupazione, chiedendo un supporto concreto e una gestione più equa delle procedure. La gestione del demanio marittimo, un tema cruciale per le aree costiere, richiede una collaborazione più stretta tra Stato e Comuni, per garantire una gestione sostenibile e equa.

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