A Camaro San Paolo, 16 famiglie hanno ricevuto nuovi alloggi, segnando un passo importante nella riqualificazione del quartiere. L’evento, che conclude una lunga attesa, ha visto la consegna delle chiavi alle famiglie residenti nella striscia di via La Rocca, che ora possono lasciare definitivamente una condizione segnata da precarietà e disagi. I rappresentanti politici Alessandro Cacciotto e Libero Gioveni, esponenti di Fratelli d’Italia, hanno espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, ma hanno anche sollecitato l’accelerazione dei lavori per completare il processo di sbaraccamento e interventi infrastrutturali.
Demolizioni e interventi urgenti sui sottoservizi
La demolizione delle ultime strutture presenti nell’area è vista come un passaggio necessario per liberare l’area e avviare la riqualificazione di via La Rocca. Cacciotto e Gioveni hanno sottolineato che non si può più perdere tempo e che, parallelamente alla demolizione, occorre intervenire in maniera strutturale sulle reti idriche e fognarie, considerate indispensabili per migliorare le condizioni di vita dei residenti.
La liberazione dell’area richiede interventi immediati e completi.
Secondo i due esponenti, la priorità deve essere quella di procedere senza ulteriori rallentamenti, affinché la zona possa essere definitivamente liberata dalle vecchie costruzioni e restituita al quartiere in condizioni di maggiore sicurezza e decoro. La demolizione delle casette permetterebbe di recuperare superfici oggi occupate e di aprire una nuova fase di rigenerazione urbana. Tuttavia, i rappresentanti politici hanno anche sottolineato che il completamento del lavoro non deve limitarsi all’abbattimento delle strutture, ma deve includere anche la sistemazione delle reti sottostanti.
Le reti idriche e fognarie: un problema non più rinviabile
Il problema dei sottoservizi viene indicato come una questione non più rinviabile, soprattutto per i residenti delle palazzine adiacenti, che continuano a convivere con perdite, sversamenti e situazioni di disagio. Cacciotto e Gioveni hanno sottolineato che le condotte fognarie e idriche della zona sono “letteralmente al collasso” e che le famiglie che vivono nelle palazzine adiacenti si trovano a fare i conti con emergenze igienico-sanitarie che compromettono la qualità della vita quotidiana.
Le reti sottostanti devono essere sistemate in modo strutturale.
La richiesta avanzata da Cacciotto e Gioveni lega quindi la fase dello sbaraccamento a quella della manutenzione e del rifacimento delle infrastrutture di base, considerate indispensabili per migliorare realmente le condizioni di vita nell’area. Perdite e sversamenti, infatti, rappresentano un problema che incide direttamente sulla quotidianità degli abitanti. Per questo motivo, i due consiglieri chiedono che il risanamento del sottosuolo proceda parallelamente alla demolizione delle vecchie strutture. La liberazione di via La Rocca non viene vista soltanto come un’operazione di demolizione, ma anche come un’occasione per affrontare una delle criticità più gravi e persistenti della zona. La riqualificazione non riguarderebbe esclusivamente ciò che è visibile in superficie, ma anche i servizi essenziali che incidono direttamente sulla qualità della vita delle famiglie che abitano nelle palazzine della zona. Con la consegna degli alloggi alle 16 famiglie di via La Rocca, una delle fasi più delicate dell’intervento può essere considerata conclusa. Il percorso, però, non è ancora terminato. La nuova priorità riguarda l’eliminazione delle ultime strutture rimaste vuote e la sistemazione complessiva dell’area. È su questo passaggio che si concentra ora l’attenzione di Cacciotto e Gioveni, che chiedono tempi rapidi per evitare che la zona resti in una situazione intermedia.



